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Telecamere nelle scuole: cosa vogliono i genitori

Telecamere negli asili
La legge che riguarda l'installazione delle telecamere negli asili nido, scuole materne e case di riposo è in fase di approvazione, e adesso?
Parola di Mamma on 22 Ottobre 2019 - 20:51 in Scuola, Vita da mamma

La legge che riguarda l’installazione delle telecamere negli asili nido, scuole materne e case di riposo è in fase di approvazione, e adesso?

Sono gli asili della vergogna (da quello di Pistoia a quello di Cernobbio, di Varzi e di molti altri ancora) che hanno portato alla ricerca di una forma di tutela nei confronti delle figure più deboli, i bambini e gli anziani, spesso, troppo spesso vittime di chi dovrebbe solo proteggerli e sostenerli.

E questa forma di tutela si è tramutata nella legge sulla videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole materne e nelle strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie approvata lo scorso anno alla Camera, passata poi in discussione al Senato, dove oggi è in attesa di calendarizzazione e probabilmente vedrà il suo varo nel 2020.

Pochi mesi fa le commissioni Lavoro e Ambiente del Senato avevano approvato il decreto Sblocca Cantieri che prevede l’istituzione di un fondo (5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni di euro all’anno per il periodo dal 2020 al 2024) per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso in ogni aula di ogni scuola dell’infanzia (sia statali che paritarie) e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.

La Regione Lombardia ha stanziato € 300.000 quest’anno e altri € 300.000 nel 2020 per quegli asili che si vogliano dotare di videosorveglianza nelle aree occupate dai piccoli

Lo scopo è tutelare non solo i nostri bambini e i nostri anziani, ma anche tutte quelle maestre e tutti quegli operatori che hanno fatto del loro lavoro una vocazione, tutte quelle persone che realmente tengono al loro benessere e svolgono egregiamente il proprio mestiere.

E io sono d’accordo, perché non voglio avere dubbi su quelle maestre che per otto ore al giorno sono con le mie figlie, non voglio avere il minimo dubbio sulla loro professionalità e voglio avere la possibilità, nel malaugurato caso che questo dubbio mi sorga, di poter verificare.

E la privacy?

E’ questo che divide tra chi è a favore e chi no.

Eppure ci sono delle soluzioni che la privacy la sostengono, evitando l’effetto Grande Fratello, si tratta di quelle di Antares Tutela che ha brevettato delle telecamere di videosorveglianza criptata, con riprese a circuito chiuso che non possono essere visionate da nessuno (non dai genitori e neanche dalle strutture in cui sono installate) se non dalle autorità competenti e solo in caso di denuncia o sospetto di maltrattamenti.

Il primo Asilo ad aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ispettorato del Lavoro è stato “Ippobimbi Kids” di Francesca La Bua che sarà così la prima a dotarsi della speciale tecnologia.

Costa troppo

Dotare una struttura di videocamere potrebbe risultare effettivamente troppo oneroso, ma il Ministero dell’Interno ha previsto il supporto economico per quelle strutture di prima infanzia e socio sanitarie-assistenziale che vogliano dotarsi di sistemi di videosorveglianza e apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini.

Qual è il compito di noi genitori, se non quello di proteggere i nostri figli?

Ci preoccupiamo che mangino in maniera regolare, con cibi sani, che assumano regolarmente frutta e verdura, anche se proprio non ne vogliono sapere, che pratichino sport, che frequentino corsi d’inglese e che non guardino troppa tv.

Ci preoccupiamo per loro perché li amiamo, perché quindi non dovremmo voler essere sicuri che l’ambiente scolastico in cui passano la maggior parte della loro giornata sia del tutto sicuro e privo di pericoli?

Perché non dovremmo volerlo tutti? I giovani di oggi sono gli adulti di domani, i bambini di oggi sono il mondo di domani.

Non è solo un nostro dovere volerli salvaguardare da ogni pericolo, ma anche un nostro diritto.

E non mi fraintendete, non è questione di sfiducia nei confronti degli insegnanti, si tratta semplicemente della tranquillità di sapere i nostri figli al sicuro.

Recentemente ho fatto un sondaggio sul mio profilo instagram e i dati parlano chiaro: su oltre quarantamila persone, la maggior parte è favorevole alla presenza delle telecamere nelle scuole e chiedono a gran voce uno strumento di tutela.

Cosa c’è di più prezioso al mondo per un genitore, se non il proprio figlio?

Ci sono telecamere ovunque: dai negozi alle strade, dalle stazioni agli aeroporti, perché non nelle scuole?

Come faccio a sapere che mia figlia è al sicuro quando è fuori dalle mura domestiche? Quando non è con me?

Devo fare un atto di fede? Mi spiace ma non basta più, la vita di mia figlia è troppo preziosa per bastarmi la fiducia, ci sono ormai troppi precedenti, troppi bambini traumatizzati, troppi genitori scioccati e troppe vite rovinate.

Vorrei che in ogni asilo fosse presente lo spirito di un nonno.

Lui si limiterebbe a guardare e ad ascoltare cosa gli accade intorno e osserverebbe amorevolmente tutti quei bambini ciascuno dei quali potrebbe essere un suo nipotino e non solo, altrettanto amorevolmente osserverebbe le educatrici che si prodigano nel curare i piccoli a loro affidati. Nessuno potrebbe rivolgersi a questo nonno, nessuno potrebbe fargli delle domande perché nessuno otterrebbe risposte. C’è un solo caso in cui il nonno potrebbe raccontare quello che ha visto e sentito ed è quando all’interno dell’asilo qualcuno viene meno alla promessa di amore fatta ai bambini accuditi. Se ripetuti segnali trasmessi in famiglia da uno di questi piccoli cominciasse a destare il sospetto che in quell’asilo si verifichino episodi di violenza fisica o verbale le forze dell’ordine, e loro solamente, entrando in quell’asilo potrebbero chiedere a quel nonno cosa ha visto e cosa ha sentito e lui saprebbe dare tutte le risposte necessarie. Noi non potremo disporre veramente di un nonno all’interno di ogni asilo ma potremo introdurre un piccolo strumento tecnologico che porterebbe lo stesso risultato e con la stessa riservatezza. Si tratta di telecamere etiche, così sono state chiamate, in quanto registrano in una modalità che non permette a nessuno di vedere le immagini raccolte. In caso di indagine solo le forze di polizia avranno accesso alle registrazioni. I bambini saranno così protetti da quest’occhio vigile e silente e le educatrici potranno far valere la propria innocenza di fronte ad accuse infondate, proprio come se fosse presente lo spirito di quel nonno.

Vincenzo Corradi

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