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La prevenzione orale nei bambini

Eleni on 11 Luglio 2014 - 10:00 in Salute

C’è un momento nella vita di un figlio che segna per il genitore l ‘inizio di una lunga serie di avventure/disavventure che hanno come meta lo studio dentistico: l’ apparecchio ortodontico.

 Proprio così.

E l’elenco delle ragioni che motivano tale affermazione non è affatto breve: volendo utilizzare delle immagini rappresentative basti pensare alla collaborazione dei bambini ed ai costi in termini economici e di tempo.

Ecco perchè anche in questo ambito la PREVENZIONE la fa da padrona.

Infatti molti ( anzi moltissimi! ) casi che vengono sottoposti a terapia ortodontica sono casi che avrebbero trovato risoluzione con presidi di prevenzione, cure dentali ed interventi “intercettivi”. O perlomeno ciò avrebbe potuto facilitare la terapia.

Allora a cosa bisogna fare attenzione, e quando?

I momenti fondamentali per la prevenzione in ortodonzia sono 3:

  • periodo neonatale
  • secondo periodo infantile
  • dentatura mista

I denti nei bambini piccoli: il periodo neonatale

Dalla nascita fino ai tre anni di vita è possibile attuare una importante profilassi in cui un ruolo fondamentale è quello del genitore, a cui a sua volta l’ odontoiatra deve fornire tutte le informazioni ed indicazioni  la cui conoscenza gli consenta di evitare quelle che sono le cause nocive più comuni.

Sopratutto in questa fase si tratta di semplici step che non richiedono grandi sforzi ma che sono essenziali ed efficaci nel contrastare lo sviluppo di deviazioni dalla norma  fisiologica :

  • controllo dell’alimentazione (in primis attenzione al consumo di zuccheri, preferire cibi non raffinati )
  • no all’ uso prolungato del ciuccio
  • utilizzare tettarelle dalla forma anatomica
  • no alla suzione delle dita
  • no ad abitudini viziate ( ad esempio il continuo mordicchiare e/o succhiare le labbra )
  • controllo della postura ( no  ad un atteggiamento con la testa troppo estesa )

I denti dopo i tre anni: il secondo periodo infantile

Importanti in questa fase sono i controlli periodici dall’ odontoiatra ( minimo 2 volte l’anno ), poichè consentono di monitorare:

  • salute orale in generale
  •  evoluzione della dentizione;
  • rapporti fra le ossa mascellari.

Altri fattori, non meno importanti dei precedenti, su cui si può intervenire in questo periodo sono:

  • respirazione orale (per quanto riguarda l’ ipertrofia delle adenoidi bisogna ovviamente rivolgersi alla figura medica di competenza)
  • deglutizione atipica
  • abitudini viziate ( avvalendosi anche di altri metodi – psicoterapici, apparecchiature fisse, apparecchiature mobili – laddove quelli forniti in precedenza hanno dato esito negativo ).

Vi domanderete: ma perchè la respirazione orale?

C’è una forte correlazione fra quest’ ultima e lo sviluppo facciale, infatti in un bambino con respirazione orale vi è un ostacolo allo spianamento del pavimento nasale, palato ogivale, riduzione dei diametri trasversi del terzo medio del volto, sporgenza degli elementi dentali frontali, affollamento dentale, ect ect a tal punto che si parla in questi casi di “facies adenoidea”  ( caratterizzata da viso allungato, narici piccole, occhiaie, punta del naso all’insù, vibrisse all’ infuori, incompetenza labiale ).

Il genitore deve tenere bene a mente  che trascurare  questi fattori ( il cui effetto dipende oltre che dal tipo e dalla intensità delle forze, anche dalla durata di applicazione ) può portare all’instaurarsi di anomalie gravi che possono coinvolgere anche psicologicamente il bambino.

Dentatura mista

Occorre valutare attentamente:

  • eventuali anomalie nel numero degli elementi dentali ( agenesie, sovrannumerari, elementi dalla forma alterata, ect ect ) onde evitare migrazioni dei denti, affollamento in alcuni settori, disarmonie dimensionali
  • salute dei singoli elementi, per consentire una corretta eruzione ed allineamento del permanente sottostante ( aspetto questo che non va sottovalutato anche perchè molte dislalie sono correlate a perdita di elementi anteriori o anomalie da abitudini viziate – ad esempio il morso aperto- )
  • abitudini viziate ( oltre a quelle precedentemente citate , diventa importante prestare attenzione alle posizioni assunte dal bambino – se ad esempio tiene sempre il viso appoggiato ad una mano -, al tono dei muscoli del viso del collo e delle spalle – potrebbero essere ad esempio troppo contratti -, all’ abitudine di tenere e mordicchiare oggetti in bocca, all’ assetto visivo del bambino – se ad esempio utilizza più un occhio dell’ altro potrebbe tendere ad assumere una posizione deviata verso il lato dominante -, al mangiucchiarsi le unghie – onicofagia -,  ect ect )
  • rapporti fra i mascellari ( una loro alterazione oltre ad essere dettata geneticamente, può essere influenzata da tutti i fattori su citati, ed in quest’ ultimo caso diventa evidente in modo tangibile come la rimozione di tali fattori riporti la situazione alla normalità; vale la pena ricordare che sebbene una occlusione perfetta sia quasi impossibile in natura, vi sono delle condizioni in cui la deviazione rispetto la normoocclusione è tale da  sbilanciare l’ equilibrio fra osso mascellare e mandibola portando l’ una ad avanzare rispetto l’altra e viceversa , con tutto quello che ne consegue dal punto di vista neuromuscolare, estetico e funzionale )

Dunque ancora una volta vale la pena sottolineare la rilevanza e la differenza che fa un sistema di cooperazione fra genitore ed odontoiatra: è proprio grazie alle informazioni ed alle indicazioni fornite dal professionista che  il genitore sostanzialmente viene messo a conoscenza del fatto che esiste qualcosa che si può fare, e che va fatto, per prevenire l’instaurarsi di situazioni cliniche che necessitano  di un intervento mirato. E, a sua volta, è il genitore che mettendo in atto queste misure  rende possibile e  finalizzata questa PREVENZIONE, il cui beneficiario primario – e quello che più conta –  è proprio il bambino.

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