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Pre-riconoscimento: cos’è?

Serena dG. on 1 Luglio 2014 - 10:00 in Primi anni

Come sapete io e Giacomo non siamo sposati. Né conviviamo nel senso stretto della parola. Quando aspettavo Lavinia, durante il corso pre parto sono venuta a conoscenza del fatto che, per le coppie non sposate in attesa di un bambino esiste la possibilità di riconoscere in anticipo il bambino non ancora nato.

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Con l’entrata in vigore della nuova Legge n. 219 del 10 dicembre 2012 “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali” si è stabilito il superamento di ogni ineguaglianza normativa tra figli legittimi e figli naturali in virtù del principio dell’unicità dello status di figlio. Pertanto i figli nati fuori dal matrimonio sono equiparati a tutti gli effetti ai figli nati in costanza di matrimonio.

In una situazione “normale”, con papà e mamma coniugati, una volta nato il bambino si ha tempo dieci giorni per andare all’anagrafe a dichiararne la nascita. Ci può andare il papà da solo o entrambi i genitori. Poco importa. Quando però la coppia non è riconosciuta dallo stato le cose cambiano. Per una coppia come la mia è necessario che entrambi i genitori vadano all’anagrafe, perché se ad effettuare il riconoscimento è un solo genitore (generalmente la madre), al figlio verrà attribuito il suo cognome. Se invece il riconoscimento viene effettuato da entrambi i genitori congiuntamente al momento della nascita, il cognome attribuito sarà quello del padre.

Tutto questo entro 10 giorni dalla nascita del bambino se si va in comune (in alcuni ospedali italiani è possibile registrare la nascita direttamente in loco entro 3 giorni) sia per le coppie sposate che non..

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Ma mettiamo il caso che, per qualsiasi contrattempo la mamma non possa recarsi all’anagrafe. In caso di coppie non sposate il padre non potrebbe denunciarne la nascita nemmeno se l’assenza della mamma fosse dettata da cause di forza maggiore. Perché lo stato non lo riconosce come padre non essendo sposato con la genitrice e non ha quindi diritto di riconoscere il figlio. Significa che, se io non posso alzarmi dal letto per 15 giorni, mia figlia non sarà riconosciuta da nessuno. (Non potrebbero riconoscerlo nemmeno i genitori materni dato che la madre non avrebbe avuto modo di dichiarare il suo consenso al riconoscimento).

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Per questo al corso ci avevano parlato del pre-riconoscimento, facendoci notare anche una cosa molto più grave della semplice burocrazia.

Facendo tutti gli scongiuri del mondo, se alla mamma dovesse capitare qualcosa durante il parto, e si dovesse prendere una decisione immediata, al volo, senza poterla quindi interpellare, il padre non avrebbe voce in capitolo. Anche se la questione riguarda suo figlio. Perché, per lo stato, quello non è suo figlio. A decidere per la mamma e di conseguenza per il nascituro, sarebbero i genitori materni, in quanto genitori della mamma.

Questa cosa mi ha fatto pensare.

Non perché fortunatamente ci fossero problemi tra mia madre e Giacomo. Ma perché in una situazione difficile come quella forse non si può considerare a priori la scelta più facile. Se io avessi avuto un problema serio, Giacomo avrebbe dovuto subire la decisione di mia mamma. Forse l’avrebbero presa insieme. O forse avrebbero avuto idee diverse, non lo posso sapere. Ma mi è sembrato giusto evitare problemi a tutti.

Quindi in accordo con Giacomo, per tutte le ragioni sopra, ad agosto 2011, un mese prima della sua nascita, abbiamo fatto il pre-riconoscimento di Lavinia.

Come si fa? La coppia si reca all’anagrafe di zona, (dove ha la residenza la mamma!) prima del parto, con i documenti d’identità di entrambi e il certificato medico che attesti lo stato di gravidanza (lo rilascia la ginecologa) e dichiara davanti ad un addetto che si è genitori naturali del bimbo che sta per nascere. L’addetto, dopo aver visionato la documentazione prodotta fissa l’appuntamento per la dichiarazione di riconoscimento. Sì perché serve l’appuntamento. In modo che il comune abbia il tempo di verificare i dati anagrafici dei genitori (nel mio caso poi dovevano farsi mandare anche da Firenze l’attestato di nascita di Giacomo) e preparare la documentazione. Il giorno dell’appuntamento entrambi i genitori si ripresentano all’anagrafe e dichiarano quanto sopra, il tutto viene trascritto, firmato e una volta completata la procedura, l’addetto rilascia un foglio dove viene riportato quanto dichiarato in maniera tale che dopo il parto, con il suddetto foglio e col certificato di nascita rilasciato dall’ospedale, il papà possa recarsi da solo a fare la denuncia di nascita.

E in caso di “emergenza” il padre possa decidere per il proprio figlio, a questo punto, riconosciuto.

Tutto a costo zero.

Detto così è tutto molto semplice. E dovrebbe esserlo davvero.

Nella realtà dei fatti invece per noi non è andata così.

Quando sono andata in comune a chiedere di fare il pre-riconoscimento mi hanno guardata come se fossi una pazza. Non era vero, secondo loro, che si poteva fare. Una volta dimostrato invece che avevo ragione io, fortunatamente ero andata munita di stampa della normativa, (Art. 44 DPR 396/2000 (regolamento stato civile); Artt. 250 ss. cod. civ. ) hanno sollevato una marea di obiezioni. In primis che, secondo loro, era tempo perso.

Chi mi conosce sa che se trovo davanti a me delle obiezioni sono ancora più spronata ad andare avanti. Più cercavano di convincermi che non era il caso, più mi intestardivo e argomentavo. Era diventata una guerra tra me e loro . Per principio. Ho capito subito che cercavano di evitarsi il disturbo, anche perché quando abbiamo firmato i registri ufficiali abbiamo visto che l’ultimo caso come il nostro risaliva al 1970 circa. Vale a dire: non sapevano come fare un pre riconoscimento e volevano evitare di informarsi.

Ovviamente alla fine abbiamo vinto noi. E abbiamo avuto il nostro bel certificato, che per fortuna al momento del parto non è servito. Ah, per registrare la nascita di Lavinia, il 21 settembre ci siamo andati tutti e due. So che avrebbe potuto andare solo Giacomo…ma non potevo certo togliermi la soddisfazione di aver fatto lavorare quelle addette per niente…

Sere-mamma-dal-primo-sguardo che ne sa una più del diavolo. E che a volte è il diavolo stesso.

Fonte articolo Mammadalprimosguardo, blog di proprietà dell’autrice del post.

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2 Comments
  • 2 Luglio 2014

    Questo articolo è interessantissimo e grazie per averlo condiviso serena! Io sono nella tua stessa situazione se non peggio direttamente… Nel mio paese l’argomento sarebbe arabo perché nel comune ci lavorano una massa di incompetenti e sarebbe realmente tempo perso.

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    • 2 Luglio 2014

      Grazie Giada. So che in questo momento sei talmente vicina alla nascita del bambino che non hai forse nemmeno voglia di discutere, ma sarebbe stato bello andare a SVEGLIARE sta gente e a farli destare dalla loro incompetenza…siamo nel 2014 e dobbiamo ancora noi lottare per diritti banali…bacione

      Rispondi