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Leggende sul parto? No, grazie!

Giorgia on 17 Settembre 2014 - 10:00 in Gravidanza

Non voglio tediarvi con alcun racconto di parto, perché il mio è stato (grazie a Dio alleluia alleluia) un parto naturale e veloce, durato “solo” quattro ore e mezza, pensare che volevano indurlo e invece la mia piccola donna aveva fretta di nascere!
Quattro ore e mezzo di fitte alla schiena che sembravano pugnalate, io che camminavo avanti e indietro per la sala parto, maritino e le ostetriche al seguito, penso di aver percorso giusto giusto i chilometri di una maratona, ma dopo cinque minuti dalla nascita della Princi avevo già dimenticato tutto e lasciavo spazio alla gioia più immensa!
Adelaide nasceva di trentaquattro settimane e tutto sommato possiamo dire che è andata bene, solo tre giorni di incubatrice e qualche giorno in più di degenza per Lei.
È già passato un anno, ma il ricordo di quella giornata è ancora vivo dentro me!

Adelaide in incubatrice

Adelaide in incubatrice

Due ore dopo aver partorito, si presentava una delle tante Dottoresse del reparto pediatria nella mia camera di ospedale e ci aggiornava sullo stato di salute della bambina: “Adelaide è in incubatrice, vediamo nei prossimi giorni come reagirà, perché gli esami del sangue non vanno troppo bene, i valori del glucosio sono molto bassi e ogni mattina faremo dei nuovi prelievi per controllare la situazione, inoltre ha un po’ di ittero e il piedino destro è storto e poi…
Ecco al “piedino storto” smettevo di ascoltare quello che mi diceva la Dottoressa, anzi forse smettevo di respirare qualche secondo per trattenere le lacrime.
La gioia del parto in un attimo era svanita.

Nonostante la testa piena di troppi pensieri, si cominciava con l’allattamento al seno e Adelaide si attaccava subito senza problemi, dimostrava di essere una mangiona fin dalle prime poppate e finalmente alle ore 14 di sabato si tornava a casa tutti e tre: che emozione!!

I giorni seguenti furono particolarmente intensi e faticosi, perché allattare al seno a richiesta, come si dice oggi, non è proprio una passeggiata: ogni tre ore Heidi voleva poppare, questo significava poco riposo per me e le giornate (e le nottate) volavano via veloci veloci.
E mentre ci lasciavamo alle spalle un inizio un pò burrascoso, si usciva spesso con la carrozzina, perché le giornate erano ancora calde e soleggiate.
In queste nostre uscite io e la bimba abbiamo fatto tante conoscenze, quando la gente vede una neo mamma a passeggio con prole, un saluto o due chiacchiere le scambia sempre volentieri.
Ma in due occasioni mi son sentita dire: “Era meglio se nasceva di sette mesi, perché di otto di solito muoiono.
Mi son sentita male, no anzi malissimo: la prima volta sono scoppiata a piangere, un pianto a singhiozzo, le lacrime scendevano giù per il collo ininterrottamente e più che lacrime sembravano un fiume in piena.
Pensavo tra me e me che la gente è davvero ignorante, perché tuttora crede a leggende metropolitane tipo questa o comunque si basano su fatti oramai archiviati, probabilmente fino a qualche decennio fa si moriva così, ma per fortuna la medicina ha fatto passi da gigante, tant’è vero che arrivavo in ospedale e subitissimo mi facevano una delle due iniezioni per la maturazione polmonare della Princi.

I bambini nati pretermine, ovvero prima della 37esima settimana di gestazione, in Italia e in Europa sono in aumento, le cause principali della prematurità sono:
Età della futura mamma (più avanzata di prima), patologie della gravidanza (ipertensione, diabete, infezioni vaginali), gravidanze a rischio (anomalie anatomiche dell’utero, gemellarità spesso per fecondazione assistita).
E’ anche vero che nascere prima del termine aumenta il rischio di andare incontro a complicanze, che dipendono soprattutto dal grado di prematurità, visto che, col trascorrere delle settimane, si assiste ad una maturazione progressiva di tutti gli organi e apparati del feto, come l’apparato respiratorio, sistema immunitario o problemi cardiocircolatori.
I bambini pretermine che hanno sofferto di insufficienza respiratoria alla nascita, in effetti vanno più facilmente incontro a infezioni respiratorie, anche banali, nei primi due anni di vita, ma da qui a dire che possono morire…” (Fonte nostrofiglio.it)

La seconda volta invece la mia reazione è stata totalmente diversa, me ne sono andata via senza né rispondere né salutare, lasciando di sasso la persona che avevo davanti.
La comica Luciana Littizzetto diceva che “Ci sono cose nella vita che si risolvono sono con un vaffan****”, da vera signora che sono mi sono trattenuta e ho girato i tacchi. Immaginate la scena?

Ultima cosa, ma non di certo meno importante, il Senato della Repubblica Italiana il 21 Dicembre 2010 approvava la “Carta dei diritti del bambino nato prematuro“. Se Volete sapere di cosa si tratta, potete leggere qui.

Questi due episodi sono la dimostrazione che basterebbe documentarsi un attimino, niente più, come ho fatto io d’altronde!
Nonostante ciò, voglio pensare che al di fuori delle mura di casa mia, esistono ancora persone buone e rispettose, capaci di sorridere e salutare invece di dire cose fuori luogo e senza tatto!
Scusate lo sfogo, ma a mia figlia gliela dovevo una spiegazione.

Adelaide 11 chilogrammi d'amore per 81 centimetri d'altezza

Adelaide 11 chilogrammi d’amore per 81 centimetri d’altezza

Troverete questo post anche sul mio blog Ninnananna Ninna – O.

(L’immagine in evidanza è tratta dal web, le altre sono dell’autrice – Copyright ©Adelaide_s_mom)

G.

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