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L’inserimento al nido

Elena on 4 Agosto 2014 - 10:00 in Primi anni

Care mamme

chi di voi ha figli piccoli sa che è già arrivato il tempo di pensare all’inserimento al nido. I nidi infatti iniziano tra circa un mese, il 1 settembre. Una data vicinissima, che magari metterà un po’ di ansia ad alcune mamme.

Qualche suggerimento per affrontare al meglio l’inserimento al nido!

Innanzitutto non sentitevi in colpa perché avete deciso di inserire vostro figlio al nido. Non c’è motivo! Il nido non è un parcheggio, un servizio babysitting, ma un’agenzia educativa a tutti gli effetti con personale preparato, spesso laureato e con grande esperienza. Se lavorate è meglio che vostro figlio passi la giornata al nido con altri bambini, piuttosto che stare a casa con dei nonni stanchi che lo metterebbero davanti alla TV.

L’ideale sarebbe che il bambino entrasse al nido dopo aver compiuto il primo anno di vita, quando è passata la fase dell’attaccamento primario con la mamma e lui è pronto ad interagire con gli altri. Un indicatore importante è se il bambino è capace di spostarsi da solo: se cammina, se gattona, allora può essere inserito tranquillamente. Ovviamente tutto ciò nell’ipotesi più ideale, se poi la vostra realtà (tipo il rientro al lavoro…) richiede un inserimento precoce siate ugualmente serene. Fidatevi delle educatrici del nido, dei loro consigli e suggerimenti, ed investite qualitativamente nei momenti in cui siete a casa con il vostro bambino, senza freni a coccolone e giochi insieme.

Importante è che siate sicure voi mamme, quando iniziate l’inserimento. I bambini sono generalmente ben propensi a stare tra di loro. Se il bambino fa molte resistenze nell’inserimento probabilmente sente l’insicurezza della mamma (il bambino è stato dentro di voi per 9 mesi e per i primi mesi di vita è stato praticamente un vostro prolungamento.. è sensibilissimo nel cogliere i vostri stati d’animo ed anche i vostri tentennamenti) e reagisce piangendo e con capricci. Quindi, ancora una volta vi dico la parola magica: serenità. Un bel respiro e via. Pensate che fa bene al bambino fare le prime prove di socializzazione, entrare in una piccola comunità e fare attività e giochi educativi che spesso a casa non vengono proposti (volete per caso mettervi in bagno a fare il gioco dei travasi?).

L’inserimento dura all’incirca 2 settimane, si svolgerà in modo graduale per accompagnare il cucciolo ad ambientarsi nel nuovo ambiente, con i bambini e con l’educatrice di riferimento. Ricordate che il rapporto numerico è circa di 7 bambini per 1 educatrice (ogni regione però ha una legislazione diversa, più o meno il numero è questo). I gruppi dei bambini sono di solito 3: lattanti, semidivezzi, divezzi. E’ preferibile un nido dove i gruppi non siano divisi rigidamente durante le attività educative e di gioco, ma che ci sia una certa eterogeneità nel gruppo: un gruppo composto da bambini di diverse età offre molti vantaggi e maggiori possibilità di apprendimento. La divisione dei gruppi dovrebbe servire al momento del pasto, nulla più.

Potete dare al bambino un oggetto, un giocattolo, da portare al nido, che abbia per lui una valenza simbolica. E’ il cosiddetto “oggetto transizionale” ossia un oggetto che simbolicamente sostituisce la presenza materna.

Non preoccupatevi se vedete il vostro bambino non giocare con gli altri. Di solito al nido i bambini giocano uno accanto all’altro, ma ognuno per conto suo. Non è ancora il momento del gioco cooperativo, per quello ci sarà tempo soprattutto durante la scuola dell’infanzia. Il primo anno di vita il gioco è percettivo – motorio: succhiare, mettere in bocca gli oggetti, conoscerli manipolandoli ma anche muoversi e dirigersi verso di essi. Verso il 18° anno di vita, con l’inizio dello sviluppo del linguaggio, il gioco diventa simbolico e il bambino inizia ad imitare cose già viste e ad usare gli oggetti per “far finta”.

Anche se non è ancora il momento dei giochi di collaborazione, i bambini avranno comunque il loro modo di stare insieme e di socializzare tra loro. Ricordate che il nido mette le basi per sviluppare una futura buona interazione con gli altri.

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1 Comments
  • 5 Agosto 2014

    Che bel post,
    Ne avevo bisogno dato che tra poco la cucciola farà l’inserimento al nido!
    Grazie!:)

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