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Come gestire i litigi tra bambini

Elena on 27 Ottobre 2014 - 14:00 in Primi anni, Tempo libero

Ah quando i bambini litigano! Che rumore, che confusione che fanno! Non si potrebbe stare tranquilli e non litigare mai?

No, care mamme, non si può. Il conflitto è vita, smettiamo di considerare i litigi tra fratelli o tra amici come qualcosa di brutto da eliminare… iniziamo a vederli da un altro punto di vista, un punto di vista educativo. Nei conflitti, nei litigi i bambini (e anche gli adulti!) imparano tante cose. Innanzitutto un bambino inizia ad imparare il senso del limite: capisce che non c’è solo lui e le sue esigenze, ma ci sono anche gli altri e che bisogna farci i conti. Un bambino è naturalmente egocentrico, ma con gli anni deve imparare a relazionarsi correttamente con gli altri e il litigio, lo scontrarsi anche solo per un gioco.. sono le prime esperienze che si fanno in questo senso. Litigando il bambino scopre anche che può compiere degli errori, degli sbagli, che non è infallibile e che, aiutato a gestire la frustrazione che questa scoperta può comportare, tutto ciò lo porta a crescere e maturare. Sbagliando si impara!

Grazie al conflitto, poi, il bambino è aiutato a comprendere maggiormente nel profondo se stesso: capisce che ciò che piace a lui, che va bene a lui magari non piace e non va bene per gli altri, questo perché lui è diverso, è portatore di un’ unicità come ogni persona lo è. È una dimensione di autoconoscenza che lo aiuta a distinguersi e allo stesso tempo a capire che anche gli altri sono tutti diversi e che per vivere insieme bisogna imparare ad accettarsi reciprocamente.

Chiarito che il conflitto, il litigio, è un momento di crescita importantissimo, è importante per noi genitori ed educatori aver chiaro che non si possono risolvere i litigi dei bambini. Non vanno risolti ma gestiti. L’educatore non si deve MAI sostituire ai bambini che sono entrati in conflitto. Quando i bambini litigano cerchiamo innanzitutto di non interferire. Solitamente i bambini sono in grado di risolvere tra loro i litigi. Se e quando il nostro aiuto sembra essere indispensabile, quello che possiamo fare, è metterli in condizione di riprendere la comunicazione e vedere se sono in grado di trovare delle strade per contenere gli aspetti più “pericolosi” dei conflitti.

Alcuni spunti da tenere conto nella gestione dei conflitti dei bambini:

  • non si deve mai cercare il colpevole (evitare le solite domande “chi è stato? Chi ha iniziato per primo?”. Non è un processo, non serve a niente, e poi ognuno ha la sua diversa versione di come si sono svolti i fatti);
  • bisogna ascoltare sempre le due versioni dei bambini coinvolti (invece delle domande indagatorie chiedere “mi dai la tua versione di quello che è successo?”);
  • creare uno spazio per i due che sono in conflitto (possono, ad esempio, provare a disegnare il litigio)
  • suscitare (trovare) un accordo fra i due;
  • ritualizzare l’accordo ritrovato. Questo significa che si può creare un rito, un qualcosa che rimane come testimonianza che i due erano in conflitto e che il conflitto è stato gestito positivamente. Esempi di possibili riti: fare un quaderno dei litigi, realizzare un timbro con un simbolo della pace, cantare una canzone della pace.

 

 

Elena Carradori

http://lebolledisapone.blogspot.it/

elenacarradori@gmail.com

 

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