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Certosa Galbani: cosa c’è dietro

Parola di Mamma on 17 Aprile 2019 - 9:00 in Adv, Alimentazione

La Certosa Galbani è uno degli alimenti più consumati in casa mia, non solo dalle bambine, ma anche da me e mio marito, che siamo mangiatori seriali di formaggi.

Per questo, quando mi è stato proposto di visitare lo stabilimento di Casale Cremasco, non ho potuto rifiutare.

Mi è stata data la possibilità di vedere personalmente come viene realizzato qualcosa che metto sulla tavola della mia famiglia praticamente tutti i giorni, quali sono le materie prime che occorrono per la sua realizzazione, come vengono lavorate e in cosa consista il processo di produzione.

Galbani dal 1882 si è fatta conoscere sul mercato italiano con i suoi prodotti di qualità, conquistando la fiducia di milioni di consumatori.

Ingredienti semplici ed etichetta chiara: questo è il segreto del loro successo e, in particolare, del sucesso della Certosa.

E’ stata una giornata molto interessante e la mia Clarissa mi ha accompagnata. Mentre io visitavo lo stabilimento con altre colleghe, lei si è divertita a fare giochi ed esperimenti insieme ad altri bambini.

Quali sono gli ingredienti segreti della Certosa Galbani?

Partiamo dal fatto che Galbani ha una filiera certificata: questo vuol dire che dalla stalla, alle lavorazioni, al prodotto finito, è tutto costantemente controllato da un ente terzo indipendente (che si chiama Bureau Veritas), e questo permette non solo di identificare ma anche di tenere traccia dell’operato di tutti gli addetti coinvolti nella produzione.

Gli ingredienti sono: latte italiano al 100%, proviene da allevamenti lombardi e piemontesi, sale, fermenti lattici vivi.

Basta.

Non c’è trucco e non c’è inganno, la magia della Certosa Galbani avviene con questi semplici ingredienti.

Se proprio vogliamo trovare l’ingrediente segreto che la rende così speciale è la cura nel processo di lavorazione, è questo a fare la differenza.

Come viene fatta la Certosa Garbani?

Al latte, attraverso un processo che ho avuto la possibilità di vedere durante la visita allo stabilimento, vengono aggiunti i fermenti lattici vivi necessari per fare la cagliata.

La cagliata viene poi tagliata a cubetti (il siero che ne fuoriesce servirà poi per fare la ricotta) e fatta riposare per sette giorni dentro celle di affinamento; durante il riposo viene capovolta una volta al giorno e questo procedimento permette di raggiungere quella consistenza e delicatezza che tanto apprezziamo.

Trascorso il periodo di riposo, la Certosa viene poi confezionata.

Dalla sala controllo tutto viene controllato ed attentamente ispezionato per mantenere alti gli standard di qualità e di sicurezza.

Dopo il tour abbiamo indossato i panni del perfetto casaro e abbiamo fatto il formaggio! E’ stato davvero entusiasmante realizzare qualcosa che amiamo e di cui siamo davvero molto ghiotte.

Le considerazioni di questa giornata sono molto positive: Galbani vuol dire davvero fiducia e sono più che felice di aver riposto la mia in un’azienda tutta italiana che si preoccupa, da sempre, di realizzare un prodotto di qualità sano e genuino, per noi e i nostri bambini.

Post realizzato in collaborazione con Galbani Italia. 
 
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