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Aborto spontaneo: Il dolore sordo.

Laura on 4 Giugno 2014 - 10:00 in Gravidanza

Aborto spontaneo. Due parole che fanno una paura tremenda.
Proprio per questa ragione, noi donne e future mamme, allontaniamo l’idea di questa possibilità nel più nascosto lato della nostra mente.
Purtroppo invece, le gravidanze che si interrompono entro la 13esima settimana sono molte e corrispondono a una percentuale che va dal il 10 e il 25%.
Nella maggior parte dei casi, la donna non può fare nulla per prevenire l’aborto, tuttavia esistono alcuni fattori che possono provocarlo: la causa più frequente di aborto spontaneo nel primo trimestre è un’anomalia cromosomica nel feto, di solito è provocata da un problema dello sperma o dell’ovaio che impedisce al feto di svilupparsi normalmente.

Non posso parlarvi di questo problema in maniera scientifica, perché non ho le competenze, ma conosco a memoria le sensazioni e la profonda tristezza che invade il cuore di una donna quando si sente dire “Signora, mi spiace non c’è battito”.
Lo so bene, perché l’ho vissuto sulla mia pelle per ben due volte.

La prima avevo 22 anni. Desideravo tanto un bambino. Ero una ragazzina e l’idea di un aborto spontaneo non mi sfiorava neppure.
Invece, all’ 11esima settimana dovetti correre all’ospedale per degli intensi dolori adominali.
7:00 del mattino, reparto di ginecologia strapieno.
Mi danno una sedia dentro una stanza dove venivano riposti tutti i materiali in disuso.
Io mi contorcevo dal dolore, il mio corpo stava espellendo in maniera autonoma il feto “malato”.
Finalmente mi visitarono e non dimenticherò mai la freddezza con la quale la dottoressa mi disse :” NON C’È!”
Stavo provando tanto dolore fisico, che non ho minimamente pensato al dolore emotivo che avrei provato una volta uscita dalla sala operatoria dopo il raschiamento.

Al mio risveglio, mio marito mi teneva la mano così forte da farmi quasi male.
Sorrisi, sorrisi davvero col cuore perché dopo 8 ore di sofferenza immane, finalmente mi sentivo bene.
Poi ho realizzai che non sarei più diventata mamma, almeno non quella volta.
Non ricordo neanche per quanti giorni feci fatica a mangiare.
Non volevo parlare, non volevo ascoltare frasi fatte del tipo “dai, eri solo all’inizio”, “vedrai sei giovane, hai tante altre opportunità”.

Quanto ho odiato quelle persone… Non capivano!
Ero convinta che non capissero. Solo io ero in grado di giudicare ciò che era accaduto.
Nessuno sapeva il dolore fisico e psicologico che stavo sopportando.
Poi è arrivato il momento in cui davo la colpa a me stessa.
Mi martellavo il cervello ripercorrendo le 11 settimane di gravidanza, spulciando ogni movimento strano, ogni alimento ingerito, sbagliato.
“E se la colpa fosse la mia?” ” Se non potessi avere figli?” Mi torturavo.
Ho allontanato tutti dalla mia storia. Ho voluto preservare gli altri, dal racconto di questa brutta esperienza.
Per 4 mesi ho vissuto nel mio mondo. Volevo uscire, divertirmi, non pensare a niente e tantomeno al mio compagno.
Sono arrivata al punto di allontanarlo al punto da mettere in dubbio persino la nostra relazione.
Stavo vivendo una vita non mia. Non ero io quella.

Poi un giorno, è come se mi fossi svegliata e ho ripreso in mano tutto. Sembra strano, ma è accaduto davvero così.

Ho iniziato a vedere quello che mi era successo come una fase transitoria.
Una prova alla quale qualcuno mi aveva sottoposta per rendermi più forte. Avevo preso coscienza.
Sapevo che non era finita lì, che avrei potuto riprovare ad avere un figlio quando sarei stata meglio.
Così ho fatto: 11 mesi dopo l’aborto ero incinta di Viola.
Inutile che vi racconti delle paure stratosferiche che ho avuto fino a che non ho superato il terzo mese.
Più mi convincevo di non pensarci, più la mia mente finiva lì.
Grazie a Dio però, a Ottobre 2011 è nata la mia Nanetta meravigliosa.

A Febbraio 2014 la storia si ripete. Perdite ematiche e alla visita ginecologica, nessun battito del feto.
Il giorno dopo mi ricoverano per il raschiamento.

Fa male… Perché è un lutto, ma ho imparato la lezione e invece che allontanare tutti dalla mia vita, li ho stretti ancora più forte a me. In primis mio marito! SANT’ UOMO!

Ogni donna vive l’esperienza dell’ aborto spontaneo a modo suo. Il dolore che si prova non aumenta a seconda della settimana di gravidanza nella quale ci si trova.
È una grande sofferenza perché vieni privata dell’idea meravigliosa che ti eri fatta di diventare madre.
Vedi infrangersi tutti i progetti, il mondo crolla e si sgretola in un nano secondo.
Noi donne però, siamo meravigliose!
È proprio nel momento in pensiamo di essere finite, che sentiamo un forza che ci costringe a  ricominciare.
Perché noi ricominciamo sempre. Anche se ci tolgono tutto. Anche se ci privano dei nostri sogni.
Dovremmo parlare di più, anche se gli uomini dicono che lo facciamo già in abbondanza.
Voglio dire che dovremmo essere in grado di aprirci anche su argomenti delicati che riguardano esperienze negative.
Parlarne è l’unica arma a nostra disposizione, per renderci consapevoli che ciò che stiamo attraversando non ci ucciderà, ma ci renderà migliori.

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9 POST COMMENT

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9 Comments
  • 8 Giugno 2014

    So cosa hai passato, so cosa vuol dire ed è una sensazione orrenda. E’ ancora più orrenda quando ti trovi a prendere una decisione non tua e a piangere dopo quasi 10 anni quella scelta anche se ad oggi posso pensare forse è stato meglio così… forse mi aut oconvinco ma oggi sono felice comunque

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  • 7 Giugno 2014

    Leggere le tue parole mi hanno commossa…non ho mai provato nulla di simile, ma ricordo bene cosa passò mia madre, ed io avevo solo 10 anni.
    Ti abbraccio forte! e prego per te affinchè i tuoi sogni si avverino!

    Rispondi
    • 8 Giugno 2014
      Laura

      Grazie con tutto il cuore!!!! Mi riempie di felicità leggere il vostro affetto

      Laura
      Rispondi
  • 6 Giugno 2014

    Leggere il tuo post ha riportato a galla le lacrime…ci sono passata, ero di poche settimane, ma avevo cercato tanto una gravidanza che quando l’ho perso…mi sono sentita morire. Poi per fortuna ora sono rimasta di nuovo incinta e dopo 9 mesi è arrivato Matteo…ma ancora ci penso, e fa male.

    Rispondi
    • 8 Giugno 2014
      Laura

      Non è stato facile portare alla mente ricordi che a fatica avevo nascosto. La prima volta che mi è capitato avevo cercato su internet questioni a riguardo, ma ne esistevano pochi. Nessuno parlava di aborto, era come un tabù! Io vorrei semplicemente dire che non siamo mai sole!!!

      Laura
      Rispondi
  • 4 Giugno 2014

    Non sapevo stessi cercando la cicogna. Ti stringo e sono sicura che presto, il tuo desiderio si avvererà. Magari al ritorno dal Cammino. Un abbraccio Laura!

    Rispondi
    • 4 Giugno 2014

      La mia cicogna è perennemente in viaggio… Come me!!! Sicuramente avverrà dopo il cammino, o almeno lo spero. Un abbraccio grande

      Laura
      Rispondi
      • 16 Ottobre 2015

        Ciao Laura,
        Ammiro la tua forza e il tuo coraggio, io per esempio non ne sarei capace…

        Un abbraccio

        Giorgia

        Rispondi
        • 19 Ottobre 2015
          Laura

          ❤️ Un abbraccio Giorgia

          Laura
          Rispondi