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Test: vostro figlio che tipo è?

Ho iniziato a leggere “Il linguaggio segreto dei bambini” di Tracy Hogg, autrice anche de “Il linguaggio segreto dei neonati” che, ai tempi, avevo letto e trovato interessantissimo oltre che molto utile: sono entrambe due guide con consigli pratici per tutti i neogenitori, in particolare per i neonati fino agli otto mesi e per i bimbi da 1 ai 3 anni.

Non vi nego che non sempre sono riuscita a mettere in pratica i consigli ricevuti tramite le sue pagine anzi, credo di essere, così come nella vita, una mamma molto istintiva: vorrei che il mio piccolo M. crescesse sicuro di sé, curioso del mondo intorno, cosciente di poter sperimentare qualsiasi cosa (con i dovuti limiti ovviamente) certo di avere la sua mamma ed il suo papà pronti a sorreggerlo in caso di caduta.

Tracy Hogg è stata (purtroppo è morta a causa di un melanoma all’età di 44 anni nel 2004) un’ infermiera specializzatasi in puericultura. Dopo una lunga esperienza nella cura delle disabilità, nel 1997 ha fondato, in California, Baby Technique, una struttura che offre consulenze individuali a madri e padri, dove si tengono corsi collettivi, conferenze ed esercitazioni per babysitter.

La Hogg ha ideato il metodo E.A.S.Y., che letteralmente in inglese significa “facile” ma è l’acronimo di Eat (mangia), Activity (attività), Sleep (dormi), You (tu) attraverso il quale suggerisce di seguire una routine: i bambini si sentono confortati dalle situazioni prevedibili.

Il suo metodo si basa fondamentalmente sul rispetto per il bambino che non è un’entità priva di individualità, ma già da quando esce dalla pancia della mamma è un essere umano con i suoi bisogni e il suo carattere, l’unico suo impedimento è quello di non sapere come comunicare ciò di cui ha bisogno. Ecco perché i bambini vanno osservati, conosciuti e interpretati.

L’autrice consiglia di parlare con i bambini e non ai bambini, ovvero dandogli la giusta considerazione che si meritano. Propone un questionario che non è altro che un esercizio che aiuta a sintonizzarsi sulla situazione e a migliorare lo spirito di osservazione circa le naturali inclinazioni dei nostri figli; e’ stato creato per darci un’idea dei tratti comportamentali più significativi dei nostri bimbi, io l’ho trovato molto interessante ed è per questo che sono qui a condividerlo con voi.

Siete pronte a scoprire quale categoria rispecchia maggiormente il vostro piccolo? Sarà prevalentemente angelico, un tipo da manuale, un sensibile, un vivace o uno scontroso?

Per ognuna delle domande che seguono, scegliete una risposta, quella migliore, ossia quella che meglio descrive il vostro bambino e non quello che vorreste che fosse.

Pronti, partenza…via!

1. Da neonato mio figlio

A. Piangeva raramente

B. Piangeva solo quando aveva fame, era stanco o troppo stimolato

C. Piangeva senza motivo apparente

D. Piangeva molto forte e se non intervenivo subentrava un pianto furibondo

E. Piangeva in modo rabbioso, di solito quando non seguivamo la nostra routine o non facevamo quello che si aspettava

2. Quando si sveglia al mattino il mio bambino

A. Piange raramente: gioca tranquillo nel suo lettino fino a quando non arrivo io

B. Fa i suoi versetti guardandosi intorno fino a quando non si annoia

C. Chiede attenzione immediata in caso contrario comincia a piangere

D. Urla per chiamarmi

E. Piagnucola per farmi sapere che si è svegliato

3.Ripensando al suo primo bagnetto, ricordo che il mio bambino

A. Sembrava un pesciolino

B. Era un po’ sorpreso dalla novità, ma l’ha apprezzata quasi subito

C. Era molto sensibile: tremava un po’ e sembrava spaventato

D. Era impazzito: batteva le manine spruzzando l’acqua da tutte le parti

E. Non gli è piaciuto affatto, piangeva

4.Il linguaggio corporeo di mio figlio di solito è stato

A. Quasi sempre rilassato, anche da neonato

B. Perlopiù rilassato, anche da neonato

C. Teso e molto reattivo agli stimoli esterni

D. Convulso: da neonato agitava di continuo braccia e gambe

E. Rigido: da neonato braccia e gambe erano spesso piuttosto tese

5.Quando sono passata dal cibo liquido all’alimentazione solida, mio figlio:

A. Non ha avuto problemi

B. Si è adattato abbastanza bene perché gli ho dato il tempo di abituarsi ad ogni nuovo sapore e consistenza

C. Faceva delle smorfie o gli tremava il labbro come a dire “ma che cavolo è questa roba”

D. Si è adattato al volo come se in vita sua non avesse fatto altro che mangiare pappe

E. Ha afferrato il cucchiaio e ha insistito per tenerlo da solo

6.Se lo si interrompe in una attività che lo interessa, mio figlio

A.Smette facilmente

B. A volte piange ma è facile convincerlo a svolgere un’altra attività

C. Piange per u po’ prima di calmarsi

D. Frigna e scalcia e si butta per terra

E. Piange disperatamente come se ne andasse della sua vita

7.Mio figlio esprime la rabbia

A.Piagnucolando, ma si può consolare facilmente o distrarre facilmente

B. Attraverso segnali evidenti (pugni chiusi, smorfie, o pianti) e ha bisogno di essere rassicurato per superare il momento difficile

C. Scatenando l’inferno come se fosse la fine del mondo

D. Non controllandosi e spesso arrivando a scagliare oggetti

E. Diventando aggressivo e, spesso, tendendo a spingere o a colpire

8.Quando si trova con altri bambini, per esempio in un gruppo di gioco, mio figlio

A. E’ felice e coinvolto attivamente

B. Si fa coinvolgere, ma di quando in quando si inquieta con gli altri bambini

C. Piagnucola o piange facilmente specie se un altro bambino afferra il suo giocattoli

D. Corre qua e là e si fa coinvolgere in tutto

E. Non vuole essere coinvolto, se ne sta un po’ in disparte

9.Quando fa un pisolino o va a nanna, la frase che lo descrive meglio è

A. Potrebbe dormire anche sotto un bombardamento

B. Prima di addormentarsi è inquieto, ma reagisce bene a qualche carezza o parola di rassicurazione

C. I rumori della casa o all’esterno lo disturbano facilmente

D. Deve essere costretto ad andare a letto perché ha paura di perdersi qualcosa di interessante

E. Per andare a dormire deve essere tutto tranquillo altrimenti si mette a piangere inconsolabile

10.Se viene portato in una casa nuova o in un ambiente che non gli è familiare, mio figlio

A. Si adatta facilmente, sorride, e non ci mette molto ad entrare in comunicazione con gli altri

B. Ha bisogno di un po’ di tempo per adattarsi, sorride ma si ritrae facilmente

C. Si irrita facilmente, si nasconde dietro di me oppure nasconde la faccia nella mia gonna

D. Entra spavaldo ma non sa bene come si deve comportare

E. Tende ad evitare la compagnia e ad arrabbiarsi o se ne va per i fatti suoi

11.Se è impegnato con un certo giocattolo e un bambino si avvicina per giocare con lui

A. Se ne accorge ma resta concentrato su quello che sta facendo

B. Per lui è difficile restare concentrato se un altro bimbo attira la sua attenzione

C. Si irrita e piange facilmente

D. Immediatamente vuole quello con cui sta giocando l’altro bimbo, qualunque cosa sia

E. Preferisce giocare da solo e spesso piange se un altro bimbo invade il suo spazio

12.Quando esco dalla stanza, mio figlio

A. Da principio sembra preoccupato, ma riprende a giocare

B. Può mostrare preoccupazione ma di solito non gli importa a meno che non sia malato o stanco

C. Piange immediatamente come se si sentisse abbandonato

D. Mi corre subito dietro

E. Si dispera e mi tende le braccia

13.Quando torniamo a casa dopo un’uscita, mio figlio

A. Non ha problemi, è subito a suo agio

B. Ci mette qualche minuto per acclimatarsi

C. Tende ad essere molto fastidioso

D. Spesso è sovreccitato e difficile da calmare

E. Sembra arrabbiato e disperato

14.La cosa che di nota di più in mio figlio

A. E’ incredibilmente educato e si adatta facilmente alle situazioni

B. Sta crescendo rispettando esattamente le tappe, facendo proprio quello che secondo i libri avrebbe fatto in ciascuna fase della sua vita

C. E’ sensibile ad ogni minima cosa

D. E’ aggressivo

E. Spesso può mostrarsi di cattivo umore

15. Quando andiamo a una riunione di famiglia dove ci sono adulti e/o bambini che già conosce, mio figlio

A. Studia bene la situazione ma di solito si adatta molto facilmente

B. Ha bisogno di qualche minuto per adattarsi alla situazione specie se ci sono molte persone

C. E’ timido, resta attaccato a me, o si fa prendere in braccio e a volte piange

D. Diventa subito protagonista della situazione, specie con gli latri bambini

E. Si unisce agli altri quando è pronto a farlo, a meno che io non lo spinga e in quel caso sembra riluttante a partecipare

16.Quando andiamo al ristorante, mio figlio

A. E’ un angelo

B. Riesce a stare seduto a tavola più o meno per 30 minuti

C. Si spaventa facilmente se il locale è molto affollato o rumoroso o se un estraneo gli rivolge la parola

D. Se non sta mangiando si rifiuta di stare seduto a tavola per più di 10 minuti

E. Può stare seduto per circa 15/20 minuti ma quando ha finito di mangiare si deve alzare

17. La frase che descrive meglio mio figlio è

A. Si sente a malapena che in casa c’è un bambino

B. E’ facile da gestire e prevedibile nelle reazioni

C. E’ un piccino molto delicato

D. E’ curiosissimo: non appena lo perdo di vista un attimo è già sceso dal lettino o è già uscito dal box

E. E’ un tipo molto serio: ha l’aria di chi se ne sta in disparte e riflette molto sulle cose

18.La frase che meglio descrive la comunicazione tra me e mio figlio, fin da quando era un bebè, è

A. Mi fa sempre sapere con esattezza ciò di cui ha bisogno

B. Di solito è facile capire quali sono le sue necessità

C. Mi confonde perché piange spesso

D. Manifesta con molta chiarezza cosa gli piace e cosa no con l’atteggiamento fisico e spesso ad alta voce

E. Generalmente attira la mia attenzione con un pianto forte e rabbioso

19.Quando gli cambio il pannolino o lo vesto, mio figlio

A. Di solito collabora

B. A volte ha bisogno di qualcosa che lo distragga per stare fermo

C. Si inquieta e a volte piange specie se cerco di mettergli fretta

D. Si impunta perché detesta dover star fermo

E. Si irrita se ci metto troppo tempo

20.Il tipo di attività o giocattolo che mio figlio preferisce

A. In genere tutto quello che gli fa ottenere dei risultati, per esempio le costruzioni

B. Un giocattolo adatto alla sua età

C. Attività semplici, che non siano troppo rumorose o stimolanti

D. Tutto quello che può colpire o usare per fare molto baccano

E. Quasi tutto basta che nessuno lo disturbi

Per calcolare il punteggio scrivete quante volte avete risposto alle singole lettere per vedere così se le risposte prevalenti sono:

A — Tipo Angelico

B — Tipo da Manuale

C — Tipo Sensibile

D — Tipo Vivace

E — Tipo Scontroso

Fatto? Che tipo è vostro figlio?

Il mio è un tipo da manuale anche se alle volte ne dubito fortemente 😉

Fatemi sapere e se siete curiose di leggere la descrizione di ogni singola tipologia scrivetemi o, ancora meglio, leggete il libro! (“Il linguaggio segreto dei bambini”, Tracy Hogg con Melinda Blau, Oscar Mondadori).

Ps: ogni bambino è a sé, ogni bambino è un bellissimo e colorato mondo ed ognuno è diverso, questo questionario non li vuole in alcun modo catalogare ma solamente aiutare noi mamme a capirci un po’ di più!

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Olimpia Genova

Olimpia Genova

Mi chiamo Olimpia e, prima di ogni altra cosa, sono la mamma di Michele, un ricciolino di quasi due anni. Ho 31 anni, sono di Roma e vivo a Dubai. Sono laureata in economia sanitaria e, ancora per qualche mese, ho deciso di dedicarmi completamente a mio figlio. Vivere lontana dalla mia amata Roma, in un paese così diverso dal nostro, mi sta facendo crescere sotto tutti i punti di vista e mi sta facendo capire quanto sia fortunata: ho due sorelle che amo alla follia, amiche storiche con cui sono cresciuta e nuove amiche incontrate in questa parte di mondo che mi sembra di conoscere da sempre! Ho 6 tatuaggi: tutti legati alle persone del mio cuore; Adoro viaggiare, il mare, dipingere ed ovviamente la moda in ogni sua variante. Metereopatica, troppo istintiva, passionale, ho incontrato l'altra metà di me proprio quando avevo smesso di credere nelle favole: non è biondo ed è arrivato su un aereo invece che sul classico cavallo bianco ma per me è perfetto (o quasi) così, è l'unico capace di farmi saltare i nervi e farmi ridere nello stesso momento facendomi dimenticare il motivo della mia arrabbiatura!
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