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Svezzamento: cose importanti da sapere

Parola di Mamma on 5 ottobre 2018 - 10:11 in Senza categoria

Lo svezzamento rientra in quella fase di vita del bambino denominata “i primi mille giorni”.

I primi mille giorni sono fondamentali per mettere delle buone basi nella vita futura del bambino. Dalla gravidanza, fino ai due anni, un sano stile di vita dovrebbe essere una costante nella vita dei più piccoli, partendo soprattutto dall’alimentazione. I mille giorni partono dalla gravidanza perché uno stile di vita non equilibrato, con carenze od eccessi, può causare delle conseguenze al bambino fin dalla sua formazione. Solo per fare un esempio, l’obesità infantile (in Italia 2 bambini su 3 ne soffrono)  troverebbe le sue cause anche dall’alimentazione della mamma in gravidanza seguita poi da uno stile di vita poco sano.

Come raccomandato da tutti i pediatri e dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, fino al sesto mese di vita il bambino dovrebbe nutrirsi unicamente di latte, sia esso quello materno o formulato, perché il suo fabbisogno è perfettamente soddisfatto da ciò che esso gli fornisce. Anche l’acqua sarebbe da evitare, il latte è esattamente ciò di cui ha bisogno, nulla di più e nulla di meno.

Dopo il sesto mese, con la crescita e la maturazione dell’apparato digerente del bambino, il fabbisogno aumenta e bisogna colmare questa esigenza in modo ragionato, si inizia così lo svezzamento.

I bambini hanno bisogno di calorie ed energie non solo per muoversi e fare i primi passi, ma anche per crescere, quindi bisogna fornirgli un’alimentazione correttamente equilibrata per ottimizzare il suo stomaco e fornirlo di alimenti ricchi di nutrienti.

Qualche giorno fa, in occasione della presentazione della nuova linea food Lupilù di Lidl, ho avuto l’opportunità di ascoltare una nutrizionista parlare dell’alimentazione del bambino nei suoi primi anni e, nonostante io abbia svezzato due bambine, ho trovato molto interessante sapere alcune cose che, ingenuamente, non ho mai chiesto al mio pediatra e, visto l’argomento, ho ritenuto importante condividerle anche con voi.

Come si prepara la pappa del bambino durante lo svezzamento?

I gruppi alimentari che dobbiamo assicurarci di fornire sono le verdure, i grassi, i cereali e le vitamine, il tutto concentrato in alimenti che siano ricchi di nutrienti utili e privi di nutrienti dannosi.

Il primo passo per cominciare lo svezzamento è l’introduzione della carne nel pasto del mezzogiorno, ma non è una scelta a caso, il bambino, crescendo, ha necessità di ferro, e noi gli forniamo la giusta dose con la carne.

Il brodo di verdure, quella grandissima rottura di scatole da fare ogni giorno che ogni nuova mamma a venire dovrà continuare a preparare, serve per fornire i nutrienti delle verdure nelle giuste dosi. Quando lo stomaco è ancora troppo piccino per poter elaborare correttamente le fibre, dobbiamo aiutarlo fornendogli solo piccole quantità, e il brodo è davvero perfetto per questo scopo, anche perché ricordate che troppa fibra sequestra nutrienti e aumenta la sazietà, quindi il bambino non mangia tutto ciò di cui necessita.

I carboidrati dovrebbero essere sempre presenti ad ogni pasto, quindi per un bambino in svezzamento stiamo parlando di creme multicereali e semolino prima, pastina e riso poi.

E il calcio? Finché sono piccoli il fabbisogno di calcio è soddisfatto dal latte, quindi evitate formaggi e formaggini, piuttosto aggiungete legumi, carne o pesce.

I grassi si possono trovare nella frutta secca

Gli alimenti allergizzanti

Quando ho cominciato lo svezzamento di Clarissa ho dovuto seguire uno schema preciso per l’inserimento di alimenti allergizzanti come uovo, fragole etc., invece, secondo le ultime linee guida, sembrerebbe non esserci alcuna correlazione tra l’inserimento dell’alimento potenzialmente allergizzante e l’effettiva insorgenza dell’allergia, insomma se si sviluppa un’allergia non è perché l’alimento è stato introdotto al settimo o al decimo mese di vita.

Voi comunque, per non sbagliare, seguite sempre le indicazioni del vostro pediatra.

E l’autosvezzamento?

Autosvezzamento= i bambini mangiano quello che mangiano i genitori.

Affermazione corretta ma da seguire solo se i genitori seguono un’alimentazione sana, equilibrata e che rispetti i fabbisogni del bambino.

Bisogna adattare l’alimentazione della famiglia alle esigenze del bambino e non il contrario.

Lo sapevi che?

Sapevate che la carne lavorata (come ad esempio il proscutto) ha possibili conseguenze cancerogene?

Sapevate che i funghi sono tossici per il fegato e che sono sconsigliati fino ai 12 anni?

Mai più miele sul ciuccio o nel biberon prima di andare a nanna: sapevate che il miele è da evitare sotto i 12 mesi per un rischio infettivo? Può contenere spore di botulino! E anche dopo i 12 mesi sarebbe da evitare, o almeno limitarne il consumo, in quanto si tratta di uno zucchero semplice.

E gli zuccheri?

E a proposito di zuccheri, i bambini dovrebbero assumerli da pasta, frutta e patate, non da dolci e merendine.

Il cervello reagisce con un eccesso di dopamina per gli alimenta ricchi di zuccheri semplici quindi bisogna limitarli a due volte a settimana, dunque mamme forza e coraggio, limitiamo gli snack a merenda e preferiamo un buon frutto, ovetti con sorpresa solo la domenica, cerchiamo di vitare i succhi di frutta etc.

Inutile dirvi che l’obesità infantile è dovuta soprattutto all’eccesso di zuccheri.

C’è una bella differenza tra dare da mangiare e nutrire.

Le basi di sana alimentazione devono essere ponderate come la scelta di scuole, abbigliamento e vacanze, quello che mangiano i bambini, i nostri bambini, ha delle conseguenze: instaurare delle cattive abitudini difficili poi da eliminare e che segneranno inevitabilmente la loro vita futura oppure spianare la strada per una vita sana.

Ma tutte queste raccomandazioni sono inutili se poi gli alimenti forniti sono poveri di nutrienti e magari contengono anche sostanze dannose.

Nessuno ci vieta di preparare le pappe in casa tramite gli appositi omogeneizzatori ma il baby food, a differenza dell’alimentazione casalinga, ha delle garanzie.

Non bisogna eccedere con gli inquinanti, e con le pappe che possiamo fare noi a casa non possiamo sapere la percentuale di pesticidi utilizzati sulle verdure o i metalli presenti ad esempio nel pesce, il baby food biologico invece ha questa garanzia.

Per questo la nuova gamma food dedicata ai più piccoli Lupilù di Lidl ha deciso di prendere la via del biologico, per garantire la massima qualità, pur mantenendo comunque sempre la convenienza che tanto ci fa amare questo marchio.

Tutta la gamma, che comprende pappe complete, omogeneizzati alla frutta, alla carne, al pesce e alle verdure, semolino e creme multicereali e biscotti, è senza coloranti, conservanti, aromi e zuccheri aggiunti.

Noi li abbiamo anche provati: dopo la presentazione infatti mi hanno fornito qualche prodotto e, neanche a dirlo, i biscotti in primis sono durati pochissimo, e anche gli omogeneizati alla frutta sono durati il tempo della merenda. Perchè va benissimo la qualità e il risparmio, ma se non c’è il gusto è tutto vanificato. E vi assicuro che il gusto c’è, ed è anche super apprezzato!

Non incidere sul bilancio famigliare è sempre stato un punto fondamentale della politica di Lidl che, con la linea Lupilù ci aiuta a prenderci cura dei nostri bambini al massimo della qualità.

Se siete clienti Lidl sapete che Lupilù ha già dei prodotti non food di merito come le salviette umidificate, i prodotti per l’igiene, i mitici pannolini che io ho sempre usato per entrambe le mie figlie con grande soddisfazione, i bastoncini cotonati e i teli igienici.

Sono ormai un appuntamento fisso le promozioni dedicate ai tessili, ai giochi e agli accessori di Lidl, che personalmente non mi faccio mai scappare perché, a parte la convenienza che non guasta mai, l’elevata qualità e l’originalità dei prodotti mi fa amare sempre di più la catena. Non vi dico poi sotto Natale, faccio gli appostamenti davanti all’entrata del negozio aspettando l’apertura per riuscire ad accaparrarmi quei favolosi giochi in legno che ogni anno fanno felici non solo le mie figlie, ma anche tutti i bambini della mia famiglia; e dopo anni non ancora intatti!

E tra un pasto (equilibrato) e l’altro? Tra una merenda (sana) e l’altra che facciamo?

Noi ci siamo divertite a fare lo stampo in gesso delle nostre mani, un bellissimo ricordo da tenere sulla mensola di casa oppure, ancora meglio, un regalo di Natale per i nonni che, si sa, con questo genere di pensieri vanno sempre in brodo di giuggole.

Ci vuole davvero poco tempo per farlo e i bambini si divertono un sacco!

 

 

Post in collaborazione con Lidl Italia
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