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Ho sposato un calciatore: la mia vita in qualche scatolone

Le città nelle quali ho vissuto, le mie impressioni e i ricordi migliori. Il mio diario da ex Wag

La vita da vagabonda è una vita complessa, fatta di valige, viaggi in auto, continue nuove conoscenze e traslochi.
Bisogna essere dotati di un grande spirito di adattamento e taaaaanta taaaaanta pazienza.
In 7 anni ho vissuto in 5 città differenti, 7 case differenti, ho tifato 5 diverse squadre, ho conosciuto almeno un migliaio di persone diverse e ho trovato 3 amiche super.
Sono stata fortunata se penso a tutti i lati positivi, anche se ammetto ce ne sono stati altri negativi.
I primi due anni fuori di casa li abbiamo passati a San Benedetto del Tronto. Non eravamo molto lontani e io riuscivo a tornare a casa quando volevo e avevo mantenuto, seppur ridimensionato, il mio lavoro.

Questa è stata la città del mio cuore.

Vuoi perché era la prima, vuoi perché ci ho conosciuto Francesco, sta di fatto che l’ho amata e la amo ancora profondamente.
C’era il mare ( fondamentale per una come me vissuta col suo profumo sempre sotto al naso), c’era un lungomare splendido, c’era la cordialità delle persone, c’era un bel centro, c’era la mia pizzeria preferita, c’era una città calcisticamente gloriosa.
Ero felice di essere lì e siamo stati fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di viverci per 2 anni.
Purtroppo però l’esperienza seguente ci ha portati lontanissimi da casa, a Pavia.
Ero partita super gasata, per via della vicinanza con Milano per poi scoprire presto che la vita da Città non faceva per me. Mi mancava il mare, mi mancava la cordialità tipica dei paesini piccoli piccoli nei quali tutti ti conoscono e ti fermano per 2 parole. Mi mancava la mia famiglia e il sole. Purtroppo il nord non è conosciuto per il suo bel tempo invernale. La nostra permanenza triennale a Pavia è stata burrascosa, a tratti triste finché non ho incontrato delle amiche. Da lì in poi sono riuscita ad accettare anche il fatto che ci fosse la nebbia costante, o che faceva così tanta neve da non poter uscire dal garage, perché la compagnia favolosa irradiava comunque le mie giornate.

Poi è stato il turno di La Spezia. Mare.

Vuoi per l’arrivo di Viola, la mia prima figlia, vuoi per l’annata calcistica strepitosa, vuoi per il golfo dei poeti, le 5 terre, Lerici, Sarzana; ma quella città ha significato tanto.

Da perfetta MammaUltrà portai Viola la prima volta allo stadio dopo 35 giorni dalla sua nascita, era novembre e c’erano 18 gradi alle 4 del pomeriggio. Ho indossato il piumino solo una sera che con 3 gradi ha buttato giù 2 fiocchi di neve. Il 6 maggio eravamo al mare in costume.
La mia serenità era tutta lì. Peccato sia durata solo un anno.

Poi c’è stata ancora Pavia e immaginate nuovamente il mio stato d’animo. Però ammetto che con Viola la cosa è stata differente. Abbiamo preso una casa in centro diversamente dalle altre 2 volte. Con la mia piccola ci siamo iscritte ad un centro ricreativo per mamme e bambini. Avevo conoscenze extra calcistiche (che erano salutari) e marzo ed aprile sono stati mesi splendidi. Grazie a Viola ho scoperto la bellezza dei parchi gioco Pavesi. Molto curati, pieni di giochi e ammetto che a fine anno andare via è stato quasi triste.

Ennesimo trasloco, ennesima volta lontanissima da casa, ennesimo luogo lontano dal mare: Alessandria. La prima impressione di questa città non è stata delle più confortanti, ma in realtà mi sono ricreduta in fretta.
Avevo scoperto tante viuzze carine del centro, ricche di negozi particolarissimi. Era una città, ma non troppo grande da non riuscire a scoprirla in sella alla mia bicicletta. Viola andava al nido, era felice e io dopo 2 anni passati sempre e solo con lei, avevo ripreso a respirare aria di libertà.
Sarà forse per quella solitudine ritrovata, o per la vicinanza con la Liguria o per le colline e i cibi buonissimi del Monferrato, ma Alessandria è una città che posso aggiungere tra le note positive della mia vita da vagabonda.

Ogni volta che mi sono trovata bene però, ho dovuto fare le valige troppo in fretta, così dopo neanche 5 mesi ho ripreso tutta la nostra roba e in un giorno la mia macchina era piena di scatoloni pronti per raggiungere Forlì.
Gli ultimi 6 mesi lontana da casa. Non ho conosciuto per niente Forlì, perché abitavamo a Ravenna, città natale di mio marito.
Ravenna è un posto speciale. Una delle città più belle e vivibili d’Italia. C’è tutto ciò che cerchi ed è tutto a misura di uomo.
C’è la storia a Ravenna, ci sono i mausolei, sant’Apollinare, i parchi gioco, il mare, le rassegne, i cappelletti e la Piadina!
Siamo stati felici nei nostri ultimi mesi di vagabondaggio, anche se avevo già percepito nell’aria che sarebbe stato uno dei nostri ultimi traslochi.

È stata dura doversi spostare ogni anno, soprattutto dopo l’arrivo di Viola. Però era eccitante incontrare e conoscere posti e persone nuove ogni volta. Ricominciare da capo tutto: una nuova casa, un nuovo asilo, nuovi amici, nuovo bar, nuovo ristorantino…
Da un anno e mezzo ormai sono fissa nelle Marche e per quanto ami la mia terra, ho sempre bisogno di fare la valigia e partire anche solo per qualche giorno… Ho la continua necessità di conoscere, scoprire e visitare luoghi che non ho mai visto.
Infondo il mio cuore rimane sempre quello di una vagabonda felice.

fonte foto: google

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Laura

Laura

Laura, 29 anni. Mamma di Viola (5 anni) e Giacomo (Gigio per gli amici, 14 mesi). Il lavoro/sport di mio marito ci ha portati in giro per l’Italia tanti anni. La mia vita era racchiusa dentro qualche valigia, che facevo e disfavo in continuazione. Da qualche anno abbiamo deciso di mettere le radici nelle Marche. Sono stata una vagabonda felice, ora sono una mamma disperata. Mi altaleno tutta la settimana tra pannolini, pianti e capricci, ma la domenica sono allo stadio con sciarpetta e thè caldo a tifare mio marito.
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2 Comments
  • 5 giugno 2016

    13 traslochi in 10 anni … Ho appena finito l’ultimo e siamo in attesa di sapere dove sarà il prossimo! Bell’articolo, capisco pienamente!! 😉

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    • 6 giugno 2016
      Laura

      Da fuori sembra una vita fantastica eh?!?!?! Se la vivi un pochino meno. Un abbraccio e in bocca al lupo per il prossimo trasloco

      Laura
      Rispondi