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Quello che le mamme non dicono sull’allattamento

Ormai tutti i media parlano tanto di allattamento: perché è importante farlo, come farlo e quanto farlo. Tutti sottolineano l’importanza esclusivamente dell’allattamento al seno, promuovendolo in quanto favorisce il contatto tra mamma e bimbo e poiché ricco di anticorpi e nutrienti necessari per la crescita.

Io personalmente, pur essendo una grande sostenitrice dell’allattamento al seno e sentendomi in un certo senso fortunata perché non ho mai avuto le ragadi ai capezzoli e mastiti, perché ho sempre avuto molto latte e continuo tutt’ora ad allattare Giulio che ormai ha 18 mesi, mi sento di dire che non se ne può più di sentire certi discorsi. Non è possibile sentire parlare in maniera negativa di tutte quelle mamme che, per svariati motivi, non allattano e definire l’utilizzo del latte artificiale quasi come se fosse un reato. Che palle!

Allattare è una libera scelta e per alcune mamme può essere davvero difficile nonostante la loro forza di volontà. L’assenza di latte viene vissuta come un fallimento, una sconfitta e nascono i sensi di colpa.

Certamente non posso capire lo stato d’animo di tutte queste mamme, ma per cercare di sollevare un attimo i vostri stati d’animo mi sento di dirvi solo una cosa. Potete vantarvi di non dover “sopportare” quanto di seguito esposto:

  • allattare è un duro lavoro e non è un lavoro per tutte. Devi farlo anche quando non vuoi e soprattutto anche dove non vuoi. Dimentichiamoci cosa sia il senso del pudore perché se non vogliamo passare dei mesi chiuse in casa bisogna essere pronte ad allattare ovunque (centri commerciali, parco, spiaggia, ristorante, …);
  • anche l’abbigliamento deve essere consono al nostro “lavoro”. Meglio indossare vestiti comodi, che si alzano o si sbottonano facilmente per evitare di dover rimanere nude per allattare il nostro piccolo;
  • inutile far finta di nulla, il seno non sarà più come prima. Cambierà forma, colore e peso. E con il passare del tempo non sarà più tonico e sodo, anzi cadente! È sempre il nostro corpo, ma in un certo senso non lo è più. È diventato di nostro figlio;
  • assolutamente vietate le uscite in solitaria o di lunga durata. Se pensate di poter saltare una poppata e affidare il divoratore di latte alla nonna o alla baby sitter per rilassarvi anche solo due orette, tanto possono usare il biberon, avete assolutamente sbagliato. In questo caso le vene si gonfiano, il seno si indurisce fino a farvi un male atroce e l’unica cosa che desiderate è tornare a casa e dare da mangiare a vostro figlio per provare una bellissima sensazione di sollievo;
  • il vostro migliore amico diventerà il tiralatte, ma credetemi non è sempre così piacevole incontrarlo. Può far male e l’estrazione del latte non è poi così veloce;
  • quando si allatta, il bimbo non ha orari precisi e si seguono i suoi ritmi e i suoi bisogni, quindi bisogna allattarlo circa ogni 2-3 ore per un totale di circa 8-10 volte al giorno e si ha l’impressione che questo circolo non abbia mai fine! Un po’ come beccare di continuo la casella torna alla partenza del monopoli!
  • se in gravidanza i nostri capelli erano bellissimi, folti e lucenti ora con l’allattamento ne perderemo tanti. E tanti. Non è che rimarrò calva?
  • ragadi e mastiti. Non è detto che arrivino, io ne sono l’esempio, ma finchè non vengono curate rendono il momento dell’allattamento una vera tortura!

Questo è ovviamente un post ironico, per strappare un sorriso a coloro che, anche se non dovrebbero, vivono male il fatto di non allattare al seno il proprio figlio e a coloro che devono ancora diventare mamme e si trovano a dover scegliere cosa sia meglio per sé e per il piccolo in arrivo.

Allattare ha anche molti aspetti positivi e per molte mamme, me compresa, è diventato ora come una droga. Vorresti smettere ma non puoi o non sai come fare … ma questa è un’altra storia e spero che qualcuna di voi possa darmi qualche consiglio!

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Martina

Martina

Sono Martina e ho 27 anni. Mamma di Giulio e compagna del mio unico grande amore Alex. Impiegata in uno studio contabile il mattino e dedita alla casa e alla famiglia, di cui amo prendermi cura, nel pomeriggio. Sono amante delle piccole cose, come una buona colazione, una passeggiata all’aria aperta o una giornata al mare. Di tutte quelle cose che fanno la semplicità e che ti lasciano quel senso di realizzazione dentro.
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