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Meningite: come proteggere i nostri figli

Meningite: una parola che fa paura.

Sopratutto in questo periodo, in cui le mie figlie si ammalano spesso e al telegiornale ci sono sempre nuovi casi di meningite, mi sono ritrovata quasi quotidianamente a cercare su internet tutti i possibili sintomi di questa terribile malattia.

Saltando da un sito all’altro ho acquisito delle informazioni che non sempre le televisioni trasmettono e i giornali scrivono, informazioni che per un genitore possono essere di fondamentale importanza per non cadere nel panico alla prima febbre alta.

Fino a qualche tempo fa sapevo che uno dei sintomi più importanti della meningite è la rigidità nucale, e non immaginate quante volte al giorno ho tastato il collo delle mie figlie per verificare che fosse tutto nella norma. Ma è la procedura corretta? Basta questo? Se anche voi siete messe come me, sappiate che la risposta è NO e ancora NO.

Ma partiamo dall’inizio: la meningite è una malattia che intacca le meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane possono portare a gravi conseguenza tra cui la sordità, epilessia, paralisi motorie, ritardi mentali e morte.

La meningite può essere sia di origine virale che batterica. Nel primo caso il decorso è solitamente benigno ( se curata in tempo e con gli antibiotici corretti), il secondo è il caso più grave.

La meningite batterica è causata principalmente da tre germi: meningococco, emofilo tipo B e pneumococco.

Sintomi

I classici sintomi della meningite sono:

  • febbre alta;
  • nausea e vomito;
  • mal di testa;
  • rigidità nucale (incapacità di toccarsi lo sterno con il mento a bocca chiusa e a stare seduti sul letto senza appoggiarsi sulle braccia tenute dietro la schiena);
  • stanchezza;
  • inappetenza.

A volte sono presenti anche altri sintomi come:

  • convulsioni;
  • battito cardiaco rallentato;
  • stati di semi incoscienza;
  • forte fastidio della luce (fotofobia).

Nella forma di meningite meningococcica compaiono delle piccole macchie rosso porpora in tutto il corpo.

Nei bambini, i sintomi sono spesso più sfumati e possono presentarsi anche irritabilità, sonnolenza, nervosismo acuto.

Nei lattanti la fontanella anteriore risulta rigonfia.

Uno dei test casalinghi più efficaci per determinare una sospetta meningite è il test Brudzinski di I tipo.

Per effettuarlo bisogna semplicemente invitare il bambino (o farlo noi) a piegare il capo sul tronco, se le gambe si flettono automaticamente allora si può sospettare una meningite (vedi immagine qui sotto).

 

Per distinguere poi una comune influenza da un sospetto di meningite è molto utile un altro test casalingo, messo a punto dal pediatra Italo Farnetani:

basta invitare il soggetto (bambino o adulto) ad alzarsi dal letto e camminare, se riuscirà a farlo (anche barcollando) si tratta di semplice influenza, se però cade e non riesce a stare in piedi, potrebbe aver contratto la meningite.

 

Una diagnosi precisa della malattia può essere effettuata però solo dal personale sanitario tramite l’analisi del liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare.

Trasmissione

La meningite si trasmette tramite contatto diretto (scambio di gocce di saliva o secrezioni catarrali) da un portatore sano.

L’incubazione va da 1 a 7 giorni.

A volte la comparsa della meningite segue un’infiammazione delle alte vie respiratorie (raffreddore) o delle orecchie.

La Meningite nei bambini

Nei bambini la contrazione della malattia porta a conseguenze più gravi rispetto che negli adulti: la mortalità è nel 5/10 % dei casi e la possibilità di conseguire esiti permanenti è del 30/35 %.

La cura

La meningite viene curata con un ricovero ospedaliero tramite la somministrazione di antibiotici, liquidi (per reintegrare quelli persi) e corticosteroidi.

Come prevenire la meningite?

L’unica misura davvero efficace per prevenire la meningite è il vaccino, attualmente disponibile in forma monovalente o plurivalente ( cioè in combinazione con altri vaccini).

Per tentare di evitare di contrarla si possono inoltre adottare alcune piccole misure come:

  • evitare il sovraffollamento;
  • rispettare le comuni norme per l’igiene (lavarsi le mani);
  • evitare il contatto ravvicinato con sconosciuti e soggetti malati;
  • proteggersi in modo adeguato in presenza di malati per evitare lo scambio di gocce di saliva.

 

La meningite da meningococco di tipo B è molto aggressiva ed è quella spesso definita fulminante, in quanto può portare alla morte in poche ore dalla contrazione. Circa il 70% delle meningiti che hanno colpito gli italiani sono imputabili a questo germe e la maggior parte degli esiti è negativa. Chi sopravvive subisce delle conseguenze molto gravi. Il caso di Bebe Vio è quello più rappresentativo.

Salvatevi quest’ infografica e condividetela con amici e famigliari, sono riportati i campanelli d’allarme a cui fare attenzione.

 

 

Fonti: www.prevenzionemeningite.it

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