Parola di Mamma
/ / L’importanza del gioco nel bambino

L’importanza del gioco nel bambino

Stella on 24 marzo 2015 - 10:00 in Senza categoria

Per i bambini giocare è un vero e proprio lavoro, una delle attività principali delle loro giornate! Ma non è solo divertimento… gli studiosi hanno infatti dimostrato che aumenta del 25% la formazione di sinapsi (i collegamenti fra le cellule celebrali).

Il gioco ha inoltre un ruolo fondamentale nello sviluppo psicologico, fisico e sociale del bambino:

  • favorisce lo sviluppo del sistema percettivo (vista, udito, tatto)
  • stimola la fantasia e la creatività
  • migliora la coordinazione psicomotoria, la consapevolezza e la conoscenza di sé
  • favorisce l’instaurarsi dei rapporti sociali quindi sviluppa la socializzazione
  • favorisce l’elaborazione, la comprensione e il contenimento delle proprie emozioni
  • permette di proiettare e scaricare all’esterno i sentimenti e le emozioni alleviando le tensioni
  • delinea un confine tra il proprio mondo esterno e quello interno.

Durante la crescita il bambino cambia modo di giocare e le diverse modalità sono strettamente legate al suo sviluppo emotivo.

Osservare il nostro bimbo che gioca ci permette di conoscerlo meglio, di avere accesso al suo mondo interiore, aiutandoci a rilevare eventuali problematiche e difficoltà, poiché il gioco è lo specchio della vita.

Alcuni bambini sono capaci di giocare e lo fanno con piacere, giocano in modo creativo, sanno giocare da soli e con gli altri, dimostrando un buon rapporto con il proprio mondo interno e con la realtà esterna; ma ci sono anche bambini che non sanno giocare da soli, che giocano isolati dagli altri, che addirittura non giocano o lo fanno in modo irrequieto o aggressivo. Ma cosa stanno comunicando attraverso questo loro modo di giocare?

I bambini che non sanno giocare da soli. Sono bambini con forti dinamiche di simbiosi, che amano giocare con un solo compagno, che non sopportano terze persone.

I bambini che giocano isolati dagli altri. Sono bambini che giocano sempre da soli, isolati, che non manifestano interessi o curiosità “sociali”. Tali bambini spesso possono manifestare vere e proprie patologie.

I bambini che non giocano. Sono bambini  con un forte autocontrollo, iperadattati all’ambiente. Questi bambini rifiutano il gioco o al massimo preferiscono solo giochi con regole rigide e stabilite. Sono dei “piccoli vecchi”, maturi cognitivamente ma carenti di contatto con le proprie emozioni.

I bambini che giocano in modo irrequieto. Sono bambini che passano velocemente da un gioco all’altro, fanno tutto velocemente senza sostare e senza provare alcun piacere per quello che stanno facendo. Dietro tali comportamenti c’è una forte ansia che i bambini cercano di dominare.

I bambini che giocano in modo aggressivo. Sono bambini che distruggono i giochi, che simulano solo guerre, lotte, incidenti e morti. Sono giochi che servono a controllare la propria angoscia, a elaborare una violenza subita, a scaricare la propria rabbia.

E noi genitori cosa possiamo fare per aiutare i nostri bimbi nel loro duro lavoro?

  • innanzitutto lasciarli liberi di esprimersi, di scegliere secondo la loro volontà e i loro interessi
  • non fornire loro troppi stimoli, ma presentarli solo se ci accorgiamo che è stufo o annoiato
  • lasciare che abbiano i propri tempi per capire come comportarsi all’interno del gioco
  • avvertirli quando il tempo dedicato al gioco sta per finire, in modo che sappiano in anticipo che l’attività sta per terminare e possano abbassare il livello di coinvolgimento emotivo.

E in ultimo… giocate, giocate, giocate!

1 POST COMMENT

Send Us A Message Here

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 Comments
  • 24 marzo 2015

    Io sono fortunata!Mio figlio gioca sempre molto e con tutti!

    Giusy
    Rispondi