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La gallina in umido

Quando ho pensato alla prima ricetta Sarda da proporre, mi sono saliti una marea di dubbi, ma soprattutto mi sono venute in mente un sacco di prelibatezze della mia terra. Poi ho pensato a qualcosa che mi legava al passato, una ricetta che nella sua preparazione mi riportasse indietro con gli anni. E questa ricetta è sicuramente la gallina in umido. Essendo nata e cresciuta in campagna, vivevo la sua preparazione dall’inizio alla fine, e quando scrivo inizio intendo dire dalla scelta della gallina ancora viva, fino al risultato finale.

Non entro certamente nei dettagli delle fasi successive. Diciamo che ci procuriamo una bella gallina, possibilmente allevata a terra, e da qui partiamo con la sua preparazione. Se avete anche un tegame di coccio con un diffusore di fiamma sarebbe il massimo, cottura lenta e ottimale.

I ricordi sono un pò sbiaditi e delle volte mi chiedo se mi manchi un pò di fosforo, poi mi basta compilare qualche documento o registrarmi in qualsivoglia sito che mi spiego il perché di tutto ciò. Classe 1976, in pratica sono arrivata a quel punto in cui non si sa perché gli altri siano sempre più giovani di te.

Comunque i ricordi più importanti sono indelebili come la squisitezza di questa ricetta. Il fatto è che poi mica stavi lì a mangiarti solo la gallina, si preparava un bel piatto di gnocchetti Sardi o di ravioli, il tutto rigorosamente fatto a mano e si preparava questo piatto con il sugo che condiva, la gallina da contorno e una bella spolverata di pecorino. Una bella fetta di pane di grano cotto nel forno a legna e la scarpetta era assicurata. Ancora oggi io la preparo così, delle volte condisco la pasta altre volte si mangia il pollo a cena e il giorno seguente con il sugo un bel piatto di pasta.

Mi piace mantenere vive le tradizioni, vorrei che Sofia vivesse esattamente come ho vissuto io la mia infanzia mantenendone vivi i ricordi e le sensazioni.

 

GALLINA IN UMIDO


 

  • 1 gallina da circa 2 kg tagliata a pezzi
  • 1 pomodoro secco
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • 1 foglia di alloro
  • qualche foglia di maggiorna
  • 1 foglia di salvia
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1000 ml di passata di pomodoro

 

PROCEDIMENTO

Tagliate la gallina a pezzi, togliete la pelle più grassa e lavate sotto l’acqua fredda. Tagliate a pezzetti la carota, il pomodoro secco, la cipolla, il sedano e lasciate rosolare con l’olio. Quando le verdure sono ben dorate aggiungete la gallina e le erbe aromatiche. Fatela rosolare per qualche minuto fino a che non prende colore da entrambe le parti e rilascia i suoi succhi, a questo punto aggiungete 1 bicchiere di vino rosso. Se il vino arriva direttamente dal frigo stemperatelo prima di utilizzarlo per la cottura. Quando il vino sarà in parte sfumato aggiungete la passata di pomodoro e lasciate cuocere per circa 1 ora a fuoco lento con il coperchio. Il sugo deve essere denso, 10 minuti prima che termini la cottura verificate questo aspetto e se vi sembra troppo liquido terminate di cuocere senza coperchio. La vostra gallina in umido è pronta, consumatela accompagnata dal pane di grano o da quello tipico della vostra regione. Ovviamente potete anche preparare un bel piatto di pasta, la vostra preferita e usarlo come condimento. E non dimenticate un buon bicchiere di vino rosso, noi puntiamo sul nostro Carignano. Buon apetito !

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Silvia Matzeu

Silvia Matzeu

Redattrice
Mi chiamo Silvia, Sarda orgogliosamente Sulcitana, vivo in una cittadina alle porte di Cagliari ma appena posso torno nel mio amato paese a respirare aria pura di montagna e profumo di salsedine. Classe 1976, dire che ne ho quasi 40 mi fa impressione, lavoro nel turismo e con me la mia dolce piccante metà Alessandro. A Settembre la nostra vita è stravolta dalla nascita di Sofia Giovanna e da quel giorno per noi inizia una nuova frizzante ed entusiasmante vita. Amo cucinare, da sempre è il mio modo per deliziarmi e deliziare, non esiste niente che possa soddisfarmi più di una tavola imbandita, gli affetti più cari e un buon calice di vino. Durante l'attesa di Sofia la fame vorace si scontrava con l'impossibilità di digerire anche l'acqua e così a poco a poco oltre a dovermi inventare ricette leggere ma che mi stuzzicassero anche il palato o anche pensato di mettere nero su bianco questa mia grande passione creando un blog che raccontasse le mie ricette ma anche quelle per Sofia. Anche perché poi ho scoperto che non avrebbe bevuto il latte per sempre 😀 . Non storcete il naso perché proporrò ricette leggere ma anche altre ad alto contenuto calorico, potete seguirle qui o sul mio blog Mammina In Cucina
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