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Instagram, la sicurezza e…

Quanto sono sicuri i social?

Quanto una persona può arrivare a pubblicare senza mettere a rischio la propria sicurezza?
Non lo so, non sono una esperta. So solo che l’altra sera, per gioco, ho postato una foto delle carte d’identità dei miei figli ironizzando sul fatto che presentandole in aeroporto, la bimba me l’avrebbero fatta partire, ma il piccolo che aveva una faccia bellissima da schiaffi, forse no.
Mi sono preoccupata di oscurare i loro cognomi, e la via di residenza. Per il resto si vedevano le foto appunto, con i loro nomi, il paese nel quale abitiamo e c’era l’altezza di mia figlia, il colore dei capelli e dei suoi occhi.

Punto. Nessun’altra informazione.
L’ho messa per farmi due risate perché erano davvero belli e perché mi faceva sorridere che dei bimbi così piccoli avessero già una loro carta d’identità.

Stop.
Un commento, poi due, poi messaggi su direct sul fatto che fossi matta a mettere la loro carta d’identità in rete (oscurata e bannata nei dati più personali)! Perché secondo alcuni sarei una madre incosciente, per altri i pedofili potrebbero rapire la loro immagine, per altri perché ho usato la parola bandito per descrivere quella teppa di mio figlio.
Ecco: io non sono una blogger, non ho una sfilza di seguaci, e mille mila likes, ma quella foto ha suscitato diverso interesse a quanto pare perché mi sono arrivate diverse richieste dai followers e, appunto, tutti questi commenti che non ho assolutamente apprezzato. Magari le mie colleghe bloggers ci sono abituate, ne vedono e sentono di tutti i colori e avranno ormai creato la loro armatura contro gli invidiosi, i commenti stupidi, i giudizi affrettati.

Ma io no.
Voglio dire alcune cose, ormai che mi hanno fatto sentire così tanto in colpa da farmi cancellare la foto.
La prima: ho oscurato il cognome dei mie figli, ma una persona che mi segue sui social da un po’ fa presto a scoprirlo visto che le generalità di mio marito sono presenti in internet, per il suo passato da giocatore.
La seconda: il mio profilo di Instagram è pieno di foto dei miei bimbi e scrivo i loro nomi, perciò chi mi controlla sa che i miei figli si chiamano Viola e Giacomo.
La terza: con le geolocalizzazioni e geotag è possibile risalire al fatto che abito a PortoRecanati.
La quarta: è che sono una mamma, alle volte fuori di testa, ma i miei figli sono al primo posto in ogni mia classifica perciò, se avessi avuto anche il minimo sentore che pubblicando la foto, avrei messo in pericolo i miei piccoli, potete star certi che manco sotto tortura mi sarei azzardata a pubblicare qualcosa.
Detto questo aggiungo anche che i social sono liberi ed è discrezione delle persona decidere cosa pubblicare. Io non giudico quelli che mettono le foto dei figli con la faccia coperta da quelle figure strane. Anche se potrei svegliarmi una mattina ed andare ad insultare tutti quelli che lo fanno dicendo di non metterle affatto queste foto, che ha sicuramente più senso!
Ma non lo faccio, perché sono una mamma, una donna e una persona intelligente che sa rispettare gli altri. Non giudico e non insulto una persona perché ho visto una sua foto navigando su Instagram.
Amo i social e li odio per tanti aspetti diversi; ma sono arrivata alla conclusione che il problema non sono i social, ma la gente che si sente in diritto di commentare e criticare chiunque e con qualsiasi tono; non pensando minimamente che dall’altra parte c’è una persona fisica, vera e reale, che invece di andare in giro a sparare sentenze… si fa beatamente i fatti suoi!

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Laura

Laura

Laura, 29 anni. Mamma di Viola (5 anni) e Giacomo (Gigio per gli amici, 14 mesi). Il lavoro/sport di mio marito ci ha portati in giro per l’Italia tanti anni. La mia vita era racchiusa dentro qualche valigia, che facevo e disfavo in continuazione. Da qualche anno abbiamo deciso di mettere le radici nelle Marche. Sono stata una vagabonda felice, ora sono una mamma disperata. Mi altaleno tutta la settimana tra pannolini, pianti e capricci, ma la domenica sono allo stadio con sciarpetta e thè caldo a tifare mio marito.
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