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Inserimento a scuola: come comportarsi

Ecco un altro articolo sull’inserimento alla scuola materna e poi a metà Ottobre… sì avete ragione non è un argomento nuovo né inusuale in questo periodo dell’anno ma, visto che in questo momento ne sono coinvolta in prima persona, concedetemi di fare due chiacchiere.

Innanzitutto che si tratti di asilo nido o di scuola materna l’inserimento non è mai un’avventura a senso unico, mi spiego meglio: non è solo il bambino che deve abituarsi ad un altro ambiente e ad altre figure di riferimento ma è anche la mamma che deve abituarsi a lasciarlo con persone esterne alla cerchia familiare, insomma deve accettare l’idea che sta crescendo. Facile a dirsi ma spesso non tanto a farsi!

Per questo, come in tutte le nuove esperienze per affrontarle al meglio, abbiamo bisogno di preparazione e di allenamento; in generale i momenti “difficili” sia per il bambino che per la mamma sono tre:

  1. l’ingresso a scuola;
  2. il momento dei saluti;
  3. l’uscita.

Vediamo quali atteggiamenti possono facilitare o al contrario rendere difficoltosi i tre momenti.

L’ingresso a scuola

Se ce l’avete fatta a svegliare vostro/a figlio/a in tempo, l’avete vestito, lavato e nutrito e messo in macchina… complimenti siete già a metà dell’opera !Se invece, come succede a casa mia, il pargoletto è un po’ più pigro e polemico già di prima mattina, cercate di raccimolare tutto il vostro autocontrollo e

  • Non rimproveratelo, al contrario cercate di rispondere ai suoi pianti e alle sue proteste dimostrandogli vicinanza e comprensione, non negate i suoi sentimenti minimizzando la situazione ma dimostrategli che capite il suo disagio e date un nome alle sensazioni che prova “so che vorresti stare con mamma e anche io vorrei poter stare con te, scegliamo insieme cosa fare quando verrò a prenderti?”;
  • Evitate i confronti con gli altri bambini, fargli notare come gli altri abbiano meno difficoltà lo renderà solo più nervoso e si sentirà solo con il suo problema;
  • Non fate ricatti e non fatevi ricattare, andare a scuola non è qualcosa di brutto da cui dovete farvi perdonare con una ricompensa, ma un’opportunità per vostro figlio di imparare cose nuove, stare con altri bambini e diventare indipendente.

Il momento dei saluti

Siete praticamente a scuola, ora dovete solo salutare e uscire… ma come, se avete una cozza di circa un metro urlante e attaccata alla vostra gamba?

  • Stabilite un piccolo rituale, come per il momento della nanna o della pappa i bambini si sentono rassicurati se viene seguito sempre lo stesso rituale, piccoli gesti che fanno capire loro che cosa sta per succedere; il rituale dei saluti servirà al bambino per anticipare nella sua mente il momento del distacco. Per noi il rituale consiste nel riporre le cose nell’armadietto, cambiare le scarpe, vedere il menù del giorno, un bacio, un abbraccio e ricordare chi andrà a prenderlo;
  • Non allontanatevi di soppiatto ma salutatelo sempre prima di andarvene, è meglio che il bambino pianga quando vi salutate piuttosto che quando si accorge di essere stato abbandonato; se vede che i genitori possono scomparire da un momento all’altro senza che lui possa accorgersene, vorrà rimanere ancora più attaccato per evitare che scompaiano;
  • Andatevene anche se piange, so che non è semplice ma molto spesso il pianto si calma dopo pochi minuti; prolungare i saluti non serve a farlo smettere di piangere, anzi trasmette al bambino la sensazione che non siete sicuri di quello che state facendo e che la sua preoccupazione e il suo disagio sono fondati.

L’uscita

Posso incappare in problemi anche a questo punto? Chiederete voi… beh sì anche perché domani è un altro giorno di scuola!

  • Non fate interrogatori, lasciate che sia lui a decidere quando raccontarvi la giornata, un semplice “com’è andata” lascia lo spazio per il racconto;
  • Non fate domande che lasciano trasparire la vostra ansia “hai mangiato?” “ti sono mancata?”;
  • Evitate frasi che lascino la sensazione che a scuola bisogna per forza ottenere dei risultati “ti sei fatto nuovi amici?” “cosa avete imparato?”.

E infine provate a mettervi nei suoi panni, cercate di ricordare quali erano le vostre paure da bambini, quale è stata la vostra esperienza e ricordate che le nostre brutte esperienze sono solo nostre e non devono per forza ripetersi con i nostri figli; se eravamo bambine timide che facevano fatica a inserirsi e socializzare non è detto che sia così anche per nostro figlio.

Ah ancora una cosa importantissima: fidatevi delle risorse dei vostri bambini e soprattutto fidatevi delle maestre! Collaborate con loro, dialogate, esprimete dubbi, sensazioni e qualsiasi cosa vi preoccupi,  loro sono lì apposta per aiutare i vostri figli a crescere e per aiutare voi a conoscerli in un contesto extra-familiare.

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Stella

Stella

Ciao, sono Stella e da quando alla "veneranda" età di 32 anni sono diventata mamma ho subito una trasformazione ... di giorno seria professionista e una volta messo il piede fuori dallo studio mi trasformo in mamma imperfetta di Emma, la mia nanerottola bionda che con le sue gesta mette a dura prova i miei anni di studio. Da sempre interessata al mondo dell'infanzia tanto da decidere di diventare psicoterapeuta dell'età evolutiva, adoro cucinare dolci, organizzare feste, creare oggetti handmade e cantare. Mi piace scrivere e cercherò di raccontarvi con un pizzico di ironia quelli che sono i superpoteri di noi mamme e il meraviglioso mondo che c'è dentro ai nostri cuccioli.
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