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Habemus Nomen: la scelta del nome

Arriva il fatidico momento nell’arco dei nove mesi della gravidanza in cui mamma e papà devono mettersi a tavolino e scegliere il nome per la creatura in arrivo.

C’è chi ha un nome preferito da sempre, quello che gli è sempre piaciuto dalla prima volta in cui l’ha sentito nominare e non ha bisogno di scervellarsi per trovare quello perfetto.

E poi ci sono io, che per scegliere il nome di mia figlia Clarissa avevo stilato una lista di ben 52 nomi preferiti femminili ( e solo 6 maschili nel caso in cui fosse stato un maschietto)…immaginate quanto tempo ci ho messo per tirarne fuori uno solo!

Insieme a mio marito alla fine abbiamo scelto quello più musicale, quello che sentivamo già nostro, e a furia di pronunciarlo ci faceva sentire a casa: Clarissa (variante del nome Chiara) è un nome di origine latina. Ha diversi significati tra cui lucente, luminosa, splendente. E’ un nome adespota, ossia non c’è nessuna corrispondenza tra Santi e Beati riconosciuti dalla Chiesa, per cui viene festeggiato il giorno di Ognissanti: il 1 novembre.

Per questa seconda gravidanza pensavo che la scelta sarebbe stata più semplice e veloce, ho ripreso in mano quindi la mia lista e con mio disappunto mi sono accorta che, a parte Clarissa, non mi piaceva più nessun nome. Ho dovuto allora ricominciare da capo la mia ricerca del nome perfetto.

Premetto che i nomi che piacciono a me sono poco comuni, prevalentemente antichi, originali e italiani.

Per qualche mese sono stati in lista:

  • Sibilla
  • Greta
  •  Antea
  •  Anastasia
  •  Ambrosia
  • Cassandra
  • Diana
  • Larissa
  • Rebecca

Nonostante mi piaccia molto, il nome Greta è stato scartato quasi subito dalla sottoscritta in quanto troppo diffuso, mi piace sapere che il nome delle mie bambine sia unico, anche Larissa ha avuto vita breve in quanto troppo simile al nome della primogenita.

Gli altri nomi sono stati categoricamente bocciati da mio marito in quanto assurdi, a suo dire, per me sono invece bellissimi; in particolare sono innamorata di Sibilla e Cassandra.

Sì è vero sono nomi assolutamente particolari, unici e originali, ma è proprio questo il bello! Oltretutto sono anche nomi con un’importanza storica, non nomi dell’ultimo minuto.

La Sibilla, ad esempio, è presente nella mitologia greca e romana. Era una profetessa attraverso la cui voce, le Parche ( ossia coloro che tessono il destino degli uomini), enunciavano le proprie profezie.

Anche Cassandra è una figura appartenente alla mitologia greca, e strettamente correlata al nome precedente, in quanto era proprio una Sibilla, nonché Sacerdotessa del Tempio di Apollo.

Per rimanere in tema mitologico, Antea è un personaggio minore collegato alle figure di Eumelo e Preto.

Diana invece non è nientepopòdimeno che la dea greca e romana della caccia.

L’Ambrosia è invece il cibo, o nettare, che solo gli dei avevano il diritto di consumare.

Anastasia è invece il nome della zarina russa, figlia dell’imperatore Nicola II di Russia e dell’imperatrice Alessandra vissuta agli inizi del Novecento. Dalla sua storie nacque la leggenda splendidamente riportata dal capolavoro Disney dal titolo omonimo.

And the winner is…  Rebecca.

l’unico nome sopravvissuto alla decimazione di mio marito.

Rebecca ha origine dal nome della moglie di Isacco, madre di Giacobbe ed Esaù, significa corda, legaccio, colei che unisce e tiene legato. Il suo onomastico cade il 23 settembre, giornata dedicata a Santa Rebecca.

Un nome dalla pronuncia dura e spigolosa ma sicuramente elegante e ricercato.

Mi piace.

Ed ora posso, finalmente, cominciare a ricamare, stampare e scrivere il suo nome in ogni dove.

E voi, quali noi avete scelto per i vostri bambini?

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