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La gravidanza dopo un aborto

Quando il test diventa positivo per la prima volta, dopo che pochi mesi prima hai affrontato un aborto spontaneo, il turbine di emozioni che ti travolge è fatto da un mix di sentimenti altamente contrastanti.

Da un lato la gioia per la nuova  gravidanza, dall’altro la paura, a volte insostenibile, che possa succedere di nuovo.

E’ incredibile come un minuscolo agglomerato di cellule possa letteralmente cambiarti l’esistenza in pochissime settimane. Basta una  lineetta che si colora su un test per provare un sentimento di gioia immensa,  da farti camminare tre metri sopra il cielo. Da quel momento tutto assume un significato diverso. E’ come se  il mondo improvvisamente si mostrasse con colori più intensi e fosse tutto più bello.

Avevo 25 anni quando, dopo la prima ricerca della cicogna, il ciclo  non si è presentato, e con le mani tremanti una mattina di marzo ho fatto il test. Il cuore batteva a mille mentre aspettavo quei pochi minuti che sono sembrati un’eternità. E poi è comparsa quella linea, forte e decisa.  Ricordo la grande emozione e poi quel senso di leggerezza che probabilmente non ho più vissuto una seconda volta.

Tutto sembrava andare bene, avevo i classici sintomi, avevo fatto la prima ecografia, ma poi a 8 settimane di gestazione sono iniziate le perdite che si sono concluse con la corsa in ospedale.

Non dimenticherò mai quel momento in cui mi sono stesa sul lettino e quelle parole della ginecologa di turno: “ha espulso”.

Sono uscita con la mia cartella, e tutto di me piangeva: i miei occhi, il mio cuore e la mia anima. Non riuscivo a farmene una ragione. O meglio sapevo, perché queste cose capitano, ma non accettavo fosse successo a me. Lo consideravo un fallimento e al contempo faticavo a provare gioia per chi, proprio in quei giorni, diventava mamma. Questa è una sensazione che provo anche adesso che mamma lo sono diventata. Sarà per tutto quello che ho passato a causa dei due aborti vissuti, sarà l’invidia per chi ha la fortuna di vivere serenamente la sua gravidanza, ma quando sento o vedo qualcuno che è in dolce attesa non riesco ad essere felice… anzi mi rattristo.

E così sono tornata a casa con una sensazione di vuoto e di silenzio assordante che mi ha accompagnata per le settimane successive. Con l’aggravante dei parenti che ti ripetono: “che vuoi che sia, eri solo all’inizio”, “capita a tante”o “la prossima volta andrà meglio”. Tutte frasi di circostanza che non fanno altro che aumentare la rabbia di quei momenti.

Giulio è arrivato dopo il primo tentativo, risparmiandomi l’ansia del “non riesco più da avere bambini”.

E’ un po’ strano come vivi il nuovo test positivo in questi casi. Sai già che molto probabilmente sei incinta perché te lo senti, fai il test, è positivo. Lo guardi, sorridi ma non cammini più tre metri sopra il cielo come prima, e rimani ben attaccata a terra.

Corri subito a fare le beta perché hai bisogno di conferme. Passi gran parte della giornata in bagno perché ad ogni minima perdita vai a controllare che non sia di sangue. Non vuoi affezionarti perché temi un nuovo distacco. Conti i giorni, le ore e i minuti per la prima ecografia. Terrore puro all’idea di affrontarla. Apnea totale nei primi secondi, che sembrano un’eternità, mentre il ginecologo sistema la sonda. E poi un sospiro di sollievo.

Mentirei se vi dicessi che poi sono stata spensierata per i restanti mesi. Almeno fino ai primi tre mesi di gravidanza stavo attentissima a tutto e vivevo in una sorta di campana di vetro. Avevo sempre quella necessità di avere tutto sotto controllo.

Ma più passavano i giorni più le fughe al bagno diminuivano, piano piano tornavo alla mia solita vita e fare un’ ecografia al mese mi  ha dato quella tranquillità e quelle conferme di cui avevo bisogno.

Ci sono una marea di studi che confermano come le donne che subiscono un aborto spontaneo affrontino con maggior ansia la gravidanza rispetto a quelle che non lo hanno mai avuto. E questo indipendentemente dalla settimana in cui l’aborto si verifica.

Se avete vissuto anche voi questa esperienza non potrete che confermarlo.

La prima volta sbandierate al mondo intero che siete in attesa, non appena fatto il test; la seconda volta, arrivando da un aborto, aspettate la conferma dell’ecografia o l’ingresso nel quarto mese. La prima volta avete il sorriso stampato sulle labbra, la seconda volta non sapete bene che sentimenti provare. Ma sicuramente avete paura.

Non dico che sarà tutto semplice  ma ce la potete fare.

Sono la regina delle ansiose e se alla fine sono riuscita anche io a vincere le paure… ci riuscirete anche voi di sicuro!

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Martina

Martina

Sono Martina e ho 27 anni. Mamma di Giulio e compagna del mio unico grande amore Alex. Impiegata in uno studio contabile il mattino e dedita alla casa e alla famiglia, di cui amo prendermi cura, nel pomeriggio. Sono amante delle piccole cose, come una buona colazione, una passeggiata all’aria aperta o una giornata al mare. Di tutte quelle cose che fanno la semplicità e che ti lasciano quel senso di realizzazione dentro.
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