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Grafia: l’importanza di una buona prevenzione.

Vi è mai capitato di trovarvi davanti a calligrafie difficilmente leggibili, dove magari lo stesso scrittore ha difficoltà a leggere? La disgrafia potrebbe essere la risposta ad un problema che troppo spesso viene sottovalutato e in cui ci imbattiamo più spesso di quanto possiamo immaginare.

La disgrafia è definita come una difficoltà specifica, cioè che si manifesta in assenza di deficit cognitivi o neurosensoriali o di altra natura, che incide sulla qualità del tratto grafico della scrittura. Un bambino con disgrafia presenta una scrittura caratterizzata da una bassa leggibilità e/o lentezza nella scrittura e tale caratteristica è legata ad una difficoltà motoria che impedisce l’automatizzazione della sequenza necessaria per la realizzazione del segno scritto.

La diagnosi di disgrafia deve essere fatta a partire dalla seconda primaria e le figure predisposte per la certificazione di tale difficoltà, sono il neuropsichiatra, lo psicologo e il logopedista.

La disgrafia è il DSA frequentemente meno diagnosticato e molte volte alunni con tale caratteristica, compensano autonomamente la difficoltà attraverso lo spontaneo utilizzo delle nuove tecnologie. Cosa può essere fatto per questi bambini e ragazzi e quali sono le attività da svolgere durante la scuola dell’infanzia per poter “prevenire”  queste difficoltà?

Di seguito elencherò le attività consigliate da svolgere  con i bambini tra i tre e quattro anni:

  • Strutturare lo scarabocchio del bambino, portandolo a disegnare in una prima fase, punti e cerchi, che successivamente diventeranno linee sempre più ordinate;
  • Far rappresentare al bambino, attraverso l’utilizzo del corpo, ciò che disegna. Ad esempio fare camminare il bambino su una linea dritta e poi fargli disegnare righe;
  • Utilizzo di materiali che necessitano un lavoro di tipo fine, es manipolare il pongo, il giornale, produrre “lavoretti” con oggetti tipo lana o cartoncino;
  • Far colorare il bambino in fogli molto piccoli, al fine di favorire il controllo dello spazio;
  • Far colorare il bambino in fogli grandi, al fine di far sperimentare tutte le dimensioni.

Verso i quattro cinque anni, le attività da proporre sono finalizzate ad aumentare la riuscita estetica, l’ordine e le competenze fini motorie del bambino. Durante questo periodo le attività da proporre sono:

  • Favorire la motricità del polso, attraverso l’utilizzo di squadre, righelli e cerchi di varia grandezza;
  • Proporre esercizi di pregrafismo come: completare la sequenza, produrre linee, curve, semicerchi ecc.

Ai bambini tra i cinque e i sei anni è importante proporre esercizi finalizzati a favorire la fluidità del gesto grafico, educare a staccare la mano dal foglio e a modulare la pressione e la forza.

  • Eseguire disegni formati da molti punti, tale esercizio favorisce l’ordine e la precisione;
  • Creazioni di linee dritte, tale compito favorisce la precisione del controllo visio-motorio;
  • Creazione di linee curve, spirali, cerchi ecc.

La prevenzione è cardine fondamentale per un apprendimento efficace e tale prassi deve essere favorita e messa in atto dalle strutture scolastiche, che devo essere capaci di stimolare costantemente il bambino, rendendolo curioso del mondo che lo circonda e voglioso di mettersi in gioco con le capacità e competenze che ogni giorno apprende.

 

Bibliografia:

  • Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Claudio Vio, Patrizio Emanuele Tressoldi, Gianluca Lo Presti.
  • Neuropsicologia dello sviluppo. Stefano Vicari, Maria Cristina Caselli.
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