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Il documento d’identità del bambino

 

Questa mattina una collega mi chiede: ma Lavinia ha la carta d’identità? Certo che sì, rispondo. Dirlo no? Mi riprende ironicamente. Ok, allora ne faccio un post, in modo da informare la comunità.

Lavinia ha la carta d’identità da quando aveva venti giorni. La prima cosa che abbiamo fatto una volta usciti dall’ospedale è stata andare in comune a registrare la sua nascita, ovviamente, e poi a farle il suo documento personale. Non perché fosse un obbligo di legge. Ma perché ci sembrava importante che l’avesse.

Quando lavoravo a Malpensa come hostess al check in, ho lasciato a terra parecchi passeggeri perché i loro figli non avevano documenti in regola. E ahimè mi è pure successo di far partire genitori che, incuranti del fatto che se i figli non avevano tutti i documenti a posto era colpa loro, decidevano di partire comunque lasciando i bambini a casa con i nonni.
Ah! mio figlio non può partire perché non ce l’ho sul passaporto? Ah ok lui resta a terra io parto.
Esattamente così. E non un caso isolato. Bestialità.

Oppure è capitato che venissero genitori con un cognome, e il loro “ipotetico” figlio, ne avesse un altro.
Ora, io sono la testimone vivente che le famiglie allargate esistono, per carità. Però se mamma Pinco parte con il figlio Pallino e il nuovo fidanzato Pallo e magari Pallino ha solo pochi mesi e non può dire che quella è davvero la sua mamma…magari un documento semplifica le cose no?

Con tutti i casi di minori rapiti che si sentono mi sembra una cosa fondamentale.

Per questo mi sono sempre detta che, quando un giorno avrei avuto un figlio, la prima cosa sarebbe stata fargli il documento.
E’ vero che se io dovessi partire con Lavinia senza il suo papà, lei avrebbe il cognome diverso dal mio…ma grazie alla carta d’identità si appurerebbe che è mia figlia…perché oltre alle generalità della bambina, sull’ultima pagina sono scritti i nomi dei genitori, con i quali la bambina può viaggiare.

Costa circa 5 euro. Non un salasso.

Vediamo nel dettaglio:

Cosa dice la legge: Dal 27 giugno 2012 il minore per espatriare necessita di un documento personale individuale, dunque non è più valida l’iscrizione sul passaporto dei genitori. Occorre quindi predisporre un passaporto, o una carta di identità o un lasciapassare solo per lui.

Validità: – La carta d’identità rilasciata ai minori di 3 anni ha validità 3 anni. (Significa che la carta di Lavinia fatta nel 2011 scadrà nel 2014). – La carta d’identità rilasciata ai minori di età compresa fra i 3 ed i 18 anni ha validità 5 anni.

Cosa serve per averla : Tre fotografie del minore in formato tessera, recenti, a capo scoperto, possibilmente su sfondo chiaro, uguali tra di loro (non è necessario portarli dal fotografo, la nostra l’abbiamo fatta con l’iphone e stampata in copisteria).

Per il rilascio della carta d’identità valida all’espatrio occorre l’atto di assenso firmato da entrambi i genitori (il modulo è scaricabile sul sito del comune o ritirabile presso tutte le sedi d’anagrafe) che deve essere consegnato all’Ufficiale d’Anagrafe. Nel caso uno dei genitori sia assolutamente impossibilitato a presentarsi il cittadino minorenne può presentarsi accompagnato da un solo genitore munito di documento di riconoscimento valido e dell’atto di assenso firmato dal genitore assente con allegata fotocopia della carta d’identità del genitore assente.

In poche parole: andate all’anagrafe con le 3 foto e in cinque minuti e con cinque euro avete in mano il documento. Certo, potreste dirmi, ma noi non espatriamo. A mio avviso non è importante averla solo per viaggiare, ma per una sicurezza personale.

Altro caso è il passaporto, le tempistiche di validità sono più o meno simili a quelle della carta d’identità, con la differenza però che il passaporto per un bambino di un anno costa come quello di un adulto, quindi a meno di essere viaggiatori incalliti, la spesa non sarebbe giustificata. Ma un documento di riconoscimento è fondamentale averlo.
Tenete conto che fino a qualche anno fa, quando ero in aeroporto, la carta d’identità non esisteva per i bambini piccoli, ma si viaggiava muniti di un foglietto A4 (il cosiddetto lasciapassare) in cui venivano riportate le generalità del bambino, dei genitori e venivano indicati in caso i nomi dei nonni con il quale il minore poteva viaggiare.
Questo accadeva solo da noi in Italia.
Paesi molto più avanti del nostro, Svizzera, Gran Bretagna e Usa per esempio, prevedevano già le carte d’identità che da noi sono arrivate in un secondo momento.
Vero è che da noi una volta i minori potevano essere inseriti sul passaporto dei genitori. Ora però non è più così, quindi è bene pensarci prima.

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E comunque, anche non dovesse mai servirvi, è comunque un ricordo anche questo no?

Fonte articolo Mammadalprimosguardo, blog di proprietà dell’autrice del post.

 

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Serena dG.

Capo redattrice
Classe 1978, borgomanerese di nascita, laureata in lingue, impiegata in una ditta locale, conosco il mio fidanzato Giacomo, fiorentino, durante una meravigliosa vacanza a Formentera; dopo poco arriva lei, la nostra Lavinia e tutto cambia. Chi la vede, mi dice che sembra una bambola. La verità è che se una bambola deve essere, è la bambola assassina con il suo caratterino niente male. Da sempre mi dicono che è la fotocopia del padre. Ovviamente esteticamente, dato che il carattere...è tutto il mio. 😀Attualmente viviamo un po' qui e un po' lì, senza fissa dimora come ironicamente dico, in realtà ci dividiamo tra la casa a Borgo e quella a Firenze, per esigenze lavorative. La domanda che odio di più è: ma cosa pensi di fare? Non lo so, viviamo alla giornata, inutile programmare quando poi la vita ti stravolge tutto. Per ora va bene così, siamo pendolari per amore e questo ci piace. Poi vedremo. Tutto fa esperienza anche questo. Intanto abbiamo una bambina che sta ovunque senza problemi. E per noi è già un valore aggiunto. Poi aspettiamo di vincere il superenalotto e di svoltare...:-DLa nostra vita è fatta di treni, di week end sempre in giro (una volta sale papà, una volta scendiamo noi), di video chiamate e tanti sospiri quando siamo lontani. Da una parte questo è anche il bello della nostra vita. Non ci si annoia mai. Ma è anche vero che non ci si riposa mai. Per questo non lo so quanto potremo andare avanti così. Per ora però, questa sono io, questa è la mia vita. E mi piacerebbe condividere con voi questa nostra #vitadapendolari, che spesso è talmente divertente da non crederci.Se volete scoprirlo continuate a leggermi qui e sul mio blog www.mammadalprimosguardo.com.

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1 Comments
  • 25 giugno 2014
    Giada

    Io ogni tanto quando osservo la sua carta d’identità sorrido perchè solo per la foto non dovrebbero più accettarmela! quando l’abbiano fatta aveva tre mesi e adesso ne ha 19, quindi la trasformazione da allora è davvero notevole! Meno male che scadrà per il compleanno così gliela posso rifare!

    Rispondi
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