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Cose che non faccio più da quando sono mamma

Eccovi la mia presa di coscienza di quello che non faccio più da quando ho assunto lo status di mamma.

Una bella dormita

Non faccio una dormita senza interruzioni dal lontano novembre 2014 (mese in cui scoprii di essere in dolce attesa)
Fin da allora tra spuntini di mezzanotte, risvegli da pipì imminente, coliche renali al 7° mese di gravidanza e biberon notturni.. non ricordo una notte in cui abbia fatto una dormita come si deve dall’ inizio alla fine.. e temo che ancora per molto tempo dovrò rimandare questo agognato appuntamento.

Uscire senza cellulare

Amavo tantissimo andar a far le mie passeggiate cuffiette alle orecchie sola soletta… niente! Non riesco più a lasciar a casa il mio cellulare. Quando esco con le mie amiche sono lì che ogni oretta / due scrivo a Paolo per saper se con Tommy è tutto ok.

Viaggiare da sola

Temo che anche per quest’ opzione dovrò aspettare tanto altro tempo. Ho fatto diversi viaggi completamente sola, in particolare ricordo con leggera nostalgia due su tutti : uno a Budapest e un altro tra Honk Kong e Taipei. Mi erano serviti molto per ritrovare un po’ di ciò che avevo perso di me stessa in due periodi molto particolari e determinanti, seppur simili tra loro

Non fumo più

Prima fumavo un pacchetto di sigarette al giorno. Ora ho ridotto drasticamente ad una giornaliera.

Non bevo più caffè

Ne bevevo tre o quattro al giorno, soprattutto in tempi universitari durante le sessioni di esami. Ora non ne bevo più un goccio, mi sono data al triste insipido orzo in tazza grande a fine pasto.

Non faccio più shopping solo per me

Navigo online (perché odio lo shopping per negozi) cercando per me e finisco per comprare per Tommaso o per Paolo.

Non rimando più

Penso sempre che ho poco tempo nell’ arco della giornata e che il giorno seguente magari mi toccherà correre ancora di più, quindi se devo far una cosa la faccio subito e non ci penso più!

Non vado più in discoteca

In realtà per questo, c’entra in parte l’esser diventata madre. Ho talmente frequentato troppo le discoteche e i locali notturni dai 18 ai 22/23 anni che, ora come ora, provo disprezzo totale (non me ne vogliano le appassionate) per tutto ciò che è legato alla ‘disco fever’. Credo fortemente che per metterci piede, attualmente, dovrei aver un tasso alcolico di 2.5.
Ma soprattutto, l’idea di dover sprecare tempo chiusa dentro quella gabbia di musica a decibel esagerati, puzza di sudore e tipi imbellettati, piuttosto che passarlo con mio figlio mi fa salire un’ansia esagerata.

Non lascio che le questioni pratiche restino irrisolte

Mi spiego: mi organizzo.
Dalle lavatrici da fare, al giorno per far la spesa, alla piega, all’ estetista, a quando voglio 2 ore per me e le mie amiche. Pianifico (il pianificabile s’intende), più che altro questo lo faccio durante la settimana lavorativa… per il weekend mi organizzo giusto quel poco per evitare di cucinare!

Non ho più fatto una cena a due con il mio compagno

Sono esattamente due anni che non andiamo a cena da soli. Si avvicina il mio compleanno e l’intenzione di una seratina da fidanzatini ci sarebbe, ma non ci credo troppo fino a quando non accadrà. Ogni volta che usciamo da soli senza Tommaso, (capita veramente di rado), la prima mezz’ora / ora è tutta un entusiasmo di : oooh finalmente un’ora liberi da: Tommaso resta qui vicino a noi, no non puoi star sempre in braccio, sì ecco l’acqua, no le patatine a quest’ora no, sì ci cambiamo il pannolino… Dopo poco siamo lì che ci guardiamo tristemente dicendo: chissà che farà Tommy… dai andiamo a casa da lui!
E’ come uscire senza un braccio. C’è poco da dire e da fare, la sensazione è quella.

Non ho smussato gli angoli

Mi dicevano: con la maternità ti addolcirai vedrai.. soprattutto me lo diceva mia madre, magari ci sperava anche… invece no! E’ successo il contrario. Con mio figlio, e solo con lui, sono diventata di pastafrolla, con il resto del mondo la mia corazza si è indurita ancor di più. Perché se prima dovevo essere forte per una, me stessa, ora devo esserlo per due. Non so se sia un bene o un male. A volte certo, è difficile per me stessa in primis non vedere / volere sfumature, altre volte però mi permette di salvaguardarmi da perdite di tempo e discorsi inutili.

Non guardo più il telegiornale

Era routine per me pranzare o cenare guardando il tg. Ora non lo faccio più e non voglio assolutamente che mio figlio ascolti tutto lo scempio che il mondo sta diventando. Non voglio neanche più ascoltarlo io. Voglio poter continuare a viaggiare senza ansie o paure, voglio continuare ad andar ai concerti, ai mercatini di Natale…
L’ho vietato anche ai nonni. Quando Tommaso mangia con loro, meglio cento volte Peppa Pig che l’ultimo attacco terroristico. E penso di parlare a nome di tutti i genitori, ciascuno di noi si domanda spesso quando accadono certi avvenimenti, in che razza di mondo, di società abbiamo messo i nostri figli, e la preoccupazione è tanta davvero.
Vorrei educarlo man mano che crescerà all’ informazione certo, perché l’ignoranza è un male anche quella, ma un’informazione che sia misurata, giusta, non sciacallaggio, non da audience.

Potrei continuare l’elenco per tante tante altre cose, messa così potrebbe sembrare che sia un accorato avviso a tutte quelle donne che stanno per avere o pensano ad un figlio, su cosa potrebbero perdere.
Ci sono sì tante cose che non faccio più, è vero, a volte ci rido sopra, altre me ne dispiaccio un po’ magari, ma ce ne sono altre mille mila nuove ed entusiasmanti cose che faccio da mamma che mai avrei pensato di fare. E sono tutte, davvero tutte, meravigliose.
Magari poi ve ne parlo.

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Dayana

Dayana

Mi chiamo Dayana e sono la mamma di Tommaso, quasi 9 mesi. Sono una ragazza molto indipendente con un carattere abbastanza forte,a volte complicata certo, ma so bene quello che voglio. La vita mi ha donato tanto dandomi Tommaso proprio quando più lo desideravamo. A luglio avrò 28 anni. Mi sembra di aver fatto già tante cose nella mia vita. Una laurea in discipline della mediazione linguistica – lingue per il commercio estero, che mi ha portato a vivere bellissime esperienze all'estero, una casa con il mio compagno Paolo, che per 14 anni è stato semplicemente uno dei miei migliori amici, un lavoro in un'azienda che produce abbigliamento, una gatta Fortunata, 8 tatuaggi che marcano alcuni momenti importanti della mia esistenza e una famiglia che vive al piano di sotto alla quale sono molto legata. I miei amici sono l'altro pilastro della mia esistenza. Non potrei pensar di non vederli almeno una volta a settimana. La scrittura è collegata ad un'altra mia passione: leggere; ereditate entrambe da mio fratello. Leggere per scrivere meglio. Scrivere per comunicare e condividere – confrontarsi. Vorrei comunicare le mie esperienze come giovane mamma di un bellissimo bambino e perché no, magari aiutare attraverso le mie parole chi come me è all'inizio di questa nuova avventura. Perché all'inizio tutto fa paura... ma poi vien da sé. Quella forza che non sapevamo neanche di avere, improvvisamente, fa capolino e ci aiuta a dar il nostro meglio nella quotidianità delle nostre vite.
Dayana

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