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Come scriviamo? II Parte

Andrea Brogi on 4 gennaio 2017 - 10:35 in Scuola

In questo articolo continueremo ad approfondire le abilità che ci permettono di scrivere; capacità apparentemente semplice, ma se analizzata più a fondo scopriamo che per produrre anche una singola lettera,  entrano in gioco molte competenze complesse che si intrecciano tra loro.

Nello scorso articolo (La disortografia: come riconoscerla) abbiamo parlato di Disgrafia, e dei prerequisiti dell’apprendimento, cioè tutte quelle sotto-abilità che permettono la produzione del testo scritto. In parallelo ad esse troviamo un altro processo fondamentale per la scrittura cioè : i processi cognitivi.

Le operazioni cognitive messe in atto durante il processo di scrittura sono descritte dal cosiddetto modello a due vie. Secondo questo modello è utile e vantaggioso spezzare la scrittura in una serie di operazioni cognitive sequenziali, in modo da poterne analizzare la funzionalità.

I processi cognitivi possono essere suddivisi in : processi periferici e processi centrali.

Processi periferici

Possiamo identificare due meccanismi diversi che utilizziamo durante la produzione dei grafemi (segno grafico):

Modalità lessicale-semantica: questa via permette di recuperare l’ortografia per scrivere parole già conosciute e presenti nel magazzino lessico-ortografico; successivamente queste informazioni sono trasformate in informazioni necessarie ai processi periferici (mano e braccio ecc) per scrivere.

Modalità non lessicale, fonologica: tale processo viene attivato al fine di scrivere parole che non conosciamo. Esso si basa su di un modello di conversione tra il suono percepito (fonema) e il corrispettivo segno grafico (grafema). Questo processo traduce uno per uno i suoni nei corrispondenti grafemi presenti.

Questi processi cognitivi detti anche centrali o linguistici, portano a una rappresentazione grafica delle parole udite.

Processi periferici

I processi che permettono una effettiva realizzazione della scrittura attraverso i movimenti della mano  sono detti“processi periferici”.

Questi processi entrano in gioco dopo che è stato individuato il grafema corrispondente al grafema udito; verrà innanzitutto selezionata la tipologia di “carattere” (stampatello o corsivo, minuscolo o maiuscolo), che sarà convertita in una sequenza di movimenti scrittori. Queste azioni costituiscono i processi periferici che rappresentano quella parte di processo chiamata in causa nei problemi di grafia (disgrafia, disturbo della coordinazione motoria).

In che modo creiamo i movimenti per poter scrivere?

Stadio muscolare: in questo stadio avviene la scelta e il recupero nella memoria a lungo termine del programma motorio che identifica la forma e le modalità di esecuzione di ciascun grafema.

Stadio intermedio: nel quale viene stabilita la misura, l’inclinazione, il livello di forza e la velocità di esecuzione nella produzione di una singola lettera.

Stadio di aggiustamento muscolare: in questa fase avviene il reclutamento di un appropriato insieme di muscoli per lo svolgimento delle sequenze motorie programmate , durante l’esecuzione della scrittura.

‘E bello rendersi conto di quanto un processo apparentemente semplice, in realtà si riveli complesso e molto articolato.

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