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#bastatacere: la campagna contro la violenza ostetrica

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in una pagina Facebook che mi ha fatto venire i brividi e in cui mi ci sono riconosciuta molto.

Si tratta di Basta tacere:le madri hanno voce, una pagina in cui centinaia di mamme raccontano la loro esperienza negativa durante il parto, il loro dolore e le umiliazioni subite da chi dovrebbe far vivere il parto come l’azione più bella della propria vita.
Ho letto cose davvero agghiaccianti: donne  maltrattate da ostetriche e medici, bambini strappati alle madri a cui è stato permesso di vederli solo dopo 24 ore, epidurali richieste e negate senza nessuna motivazione valida, pratiche effettuate senza permesso da parte della paziente.

basta tacere

A lasciare la propria esperienza non sono solo le mamme, ma anche alcune ostetriche, che raccontano di essere istruite al distacco dalle pazienti per favorire gli obiettivi aziendali piuttosto che il benessere della mamma e del suo bambino.

basta tacere

Ora mi sento di raccontare anche la mia esperienza.

Ho partorito entrambe le mie bambine nello stesso ospedale, ma con due team ostetrici diversi.
Quando ho partorito Clarissa è stata un’esperienza molto bella, ero tranquilla, accudita ed aiutata da ostetriche dolcissime e molto disponibili. Ovviamente il dolore era presente, ma grazie all’epidurale l’ho sopportato abbastanza bene.

Durante la fase espulsiva mi è stata praticata la manovra di Kristeller che ha portato all’ inevitabile episiotomia, ma è stato fatto tutto seguendo il naturale processo del parto, quindi non ho patito inutili sofferenze, mi hanno spiegato e chiesto di poterla praticare, inoltre io ero stremata e Clarissa era bella grossa, per cui se non mi avessero dato un aiuto dubito che sarei riuscita a continuare a spingere ancora per molto.
Estremamente diverso è stato il mio secondo parto.

La freddezza dell’ostetrica che ha accolto me e mio marito appena arrivati in sala parto mi ha colpita subito, speravo di ripetere l’esperienza del primo parto, ma viste le premesse ne dubitavo.

Alla prima ostetrica se ne sono aggiunte altre due, una delle quali era un uomo. L’empatia tipica di chi solitamente svolge questo lavoro, nella mia sala parto era totalmente assente. Mi hanno lasciata completamente da sola, senza chiedere se avevo bisogno di qualcosa o se andava tutto bene.

Mi è stata negata l’epidurale senza una valida spiegazione e non sono stata aiutata minimamente.

In fase espulsiva mi sono sentita dire “su Signora spinga, cosa ci vuole“, frase già piuttosto fastidiosa, ma ancora di più se pronunciata da chi non potrà mai provare i dolori del parto: un uomo, sì perchè è stato proprio l’ostetrico a dirmelo!

Hanno tentato di allontanare mio marito, l’unico che cercava di alleviare il mio dolore massaggiandomi e tenendomi la mano e quando ho detto che avevo bisogno della sua presenza mi hanno risposto “Signora allora rimane qui lui e noi andiamo via, si arrangi” . Ho ripetuto che non volevo che mio marito si allontanasse e alla fine l’ho spuntata, ovviamente il tutto tra una spinta e l’altra.
Quasi verso la fine, quando ormai sentivo che la bambina era quasi fuori, il simpatico ostetrico si prepara per praticarmi la manovra di Kristeller. Vista la mia esperienza precedente, quindi episiotomia, punti etc., (e niente di tutto ciò è mai piacevole) non volevo che mi venisse praticata ancora, per cui mi sono opposta categoricamente. Il problema è che ho dovuto dire il mio NO, urlare e sbraitare come una pazza per ben tre volte prima che qualcuno mi ascoltasse. Se avessi avuto meno forza di volontà avrebbero sicuramente lasciato inascoltato il mio volere, praticandomi una manovra dolorosa e non necessaria le cui conseguenze mi avrebbero accompagnata per mesi.

Questa è la mia esperienza, niente di drammatico se non che mi hanno impedito di vivere tranquillamente il mio secondo parto, con atteggiamenti freddi, distaccati e di altezzosa superficialità.

Quando mi sono imbattuta nella pagina facebook Basta tacere, ho capito che non sono la sola ad aver vissuto un’esperienza negativa in sala parto, ma anzi siamo in tante purtroppo, e questo non è giusto.

Tutte dovremmo avere il diritto di vivere la nascita dei nostri bambini in completa armonia e tranquillità, assecondando il nostro corpo e il nostro istinto.

Per cui #bastatacere

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