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Alice Basso si racconta a Parola di Mamma

Serena dG. on 14 ottobre 2014 - 10:00 in Interviste

Alice basso nasce a Dolo il 01/06/1987 e da piccolissima comincia la sua avventura nel mondo della moda. Inizialmente entusiasta, abbandona poi le passerelle per dedicarsi alla fotografia. Nel suo cassetto, il sogno della musica. Tanto che sposa Mauro Ferrucci uno dei deejay più famosi del Bel Paese, dal quale un anno fa ha avuto Brando, il suo primogenito. Parola di mamma vuole conoscerla meglio. Per farlo faremo finta di essere in centro in un bar alle 19, ora dell’aperitivo.

Io arrivo e spacco il secondo, vergine precisa come sono, sempre che Lavinia non abbia deciso di fare i capricci all’ultimo. O si sia fatta la pipì addosso per strada. Perché ovviamente me la porto. Alice?

Io vengo con Brando che è sempre con me, da quando è nato. Non l’ho mai lasciato a casa un giorno.

Per me un Traminer, per Lavinia un succo alla pesca, per te Alice? 

Per me una Coca Cola.

Hai la stessa età di mia sorella, però se ti guardo non vedo la mia sorellina, ma una donna decisa e forte. Questo è quello che trasmetti con il colore che hai scelto per i tuoi capelli e i tuoi tatuaggi, ma sei davvero così? 

Ho deciso di tingermi i capelli di nero quando avevo 15 anni. Il mio biondo naturale non mi si addiceva per niente. I tatuaggi? Una passione. Il primo l’ho fatto a 14 anni, lo so, una pazzia. Ma li ho sempre adorati. Infatti il primo non ha alcun significato, gli altri hanno tutti un senso. Ho sempre lottato per poter essere me stessa con tutti, nonostante la mia apparenza da “cazzotta”, quale non sono. Ma purtroppo la maggior parte delle persone si basa solo sull’aspetto esteriore. Ma ho imparato a conviverci.

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Io ho nove tatuaggi, il primo fatto a 16 anni, l’ultimo per la nascita di mia figlia. So che ti sei tatuata l’immagine di tuo marito come sigillo di un amore forte ed importante. E’ il tatuaggio a cui sei più legata o ne hai un altro altrettanto importante? E quale è stato il primo che ti sei fatta?

Il più importante è senza ombra di dubbio il volto di mio marito. Ma da qualche mese ne ho fatto un altro che per me ha un significato importantissimo. Ho disegnato una bambina con un palloncino in mano, sospesa nel nulla, e nel palloncino ci sono tutti i nomi dei miei nonni, i miei angeli custodi. Il tatuaggio meno significativo ovviamente è il primo: il mio nome in cinese. E a seguire, due stelline del cavolo nell’inguine. va bè, capita!

Tuo marito è anche lui un artista. Siete sicuramente due spiriti affini, pur avendo, immagino, entrambi una bella ed imponente personalità. Ho visto immagini di voi due e si vede la vostra complicità. So che non è geloso del tuo lavoro e immagino che ti appoggi nelle tue decisioni. Come fate a non pestarvi i piedi a vicenda? 

Quando due persone vivono in simbiosi, è difficile pestarsi i piedi. Quello che fa lui, è come se lo facessi io e viceversa. Qualsiasi cosa l’affrontiamo sempre assieme.

Spesso le donne si sentono sminuite, vincolate o limitate nel fare qualcosa perché temono la reazione del proprio partner. C’è stato un lavoro a cui hai detto sì grazie e soprattutto all’appoggio che hai da parte sua, perché lui in quanto lui, e che forse un altro uomo non ti avrebbe mai permesso? 

Non ho mai fatto nulla di così “brutto” nella mia vita, da non farmelo permettere da un uomo. Io sono per la libertà, una forma di amore anche questa. Se un uomo ti proibisce di fare delle cose, evidentemente c’è qualcosa altro che non va. Sarà che con mio marito non ho mai avuto alcun tipo di gelosie o problematiche, ma siamo talmente in simbiosi e sempre assieme che non abbiamo mai dovuto toccare certi argomenti. Ovvio che quando lui va a lavorare ora, e io non sono con lui, ho quel velo di gelosia, ma non perché non mi fido di lui, ma perché vedo che girano delle signorine non molto rispettose. E sono davvero tante, e per la maggior parte si concentrano proprio in discoteca.

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Vostro figlio si chiama Brando, nome poco comune, un po’ come la mia Lavinia. Tu perché l’hai scelto?

L’abbiamo sentito tre anni fa, da un amico di mio marito, che aveva chiamato il figlio Brando. E da quel giorno l’abbiamo approvato.

Hai da poco aperto il tuo sito, un diario come lo definisci tu e ho sbirciato qualche pagina perché anche il mio blog è un diario e volevo capire in cosa differisse un diario di una impiegata come me rispetto a quello di una modella. In comune ad esempio l’amore per le Baleari. Questa estate hai scelto Ibiza per le tue vacanze perché tuo marito lavorava lì. Io sono anni che vado a Formentera.  Durante il tuo soggiorno a Ibiza sei riuscita ad andare a Formentera? O temi che sia un’isola troppo gettonata “dai vip” e per questo da evitare?

Non sono mai andata a Formentera quest’anno. Ho preferito stare tranquilla ad Ibiza. Con un bimbo di un anno è un po’ più difficile godersi una vacanza vera e propria, ma è stata comunque la vacanza più bella della mia vita, e ricca di emozioni.

Leggo che il tuo colore preferito è il rosso. Rosso passione, rosso amore, rosso….?

Rosso cuore. Io metto il cuore in tutto quello che faccio. Dalle minime cose, a quelle più grandi.

Ho visto uno scatto di tuo figlio in compagnia dei tuoi due cani. Anche io avevo un labrador che è stato con me 13 anni e che è venuto a mancare quando Lavinia aveva cinque mesi. Fosse per me ne avrei già preso un altro, perché io sono cresciuta con i cani e una vita senza un amico peloso per me è inimmaginabile. Ma vivendo un po’ qui e un po’ lì, senza fissa dimora, con la vita da pendolari che facciamo, Giacomo, il mio non marito, è titubante. Immagino che anche tu sia sempre in giro, con Brando e i cani, no? Come vi organizzate?

Noi ne abbiamo esattamente tre, mamma, papà e figlio. Brando ci è affezionatissimo. Sono i suoi migliori amici. Ci giocano e si coccolano tutto il giorno. Io sono fortunata, perché sopra casa nostra, abita la mia mamma. Quindi, quando andiamo in viaggio, i cagnolini stanno con lei. Anche se i nostri viaggi non durano più di una settimana. Io non riesco a stare molto lontana da casa. Ho molta nostalgia della mia terra quando sono in giro. Sembra strano, perché abito in mezzo alla campagna, in mezzo al nulla, ma come casa mia non c’è niente.

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Lo scatto di cui parlavo vede tuo figlio di spalle. Leggo che scegli di non metterlo in rete per proteggere la sua privacy. Se domani ti chiedessero di far posare Brando per un brand che ami, accetteresti?

Assolutamente no. Perchè l’ho fatto io e non la ricordo come esperienza positiva. Brando aveva due mesi quando ci hanno chiesto di fare delle pubblicità, ma senza nemmeno pensarci abbiamo detto di no.  Non critico mia madre perché l’ha fatto, anzi, la capisco. Ero una bellissima bambina, ero buona, non mi lamentavo mai, non ho mai fatto storie per non andare alle sfilate. Ma quando ho iniziato a capire, ho preferito non andarci più. Preferivo di gran lunga rimanere a casa a giocare in giardino, con la mia bicicletta e i miei pattini…

Ho letto che sei stata una baby modella e che inizialmente ti piaceva molto sfilare. Vuoi raccontarmi cosa significa essere una mini modella?

Una mini modella? In poche parole una bambola. In quei momenti non si ricordano di aver a che fare con un essere umano, ma con un oggetto che deve essere perfetto, quindi anche truccato o con capelli piastrati. E a 4-5 o 6 anni che siano, mi pare un po’ esagerato. Quando sfilavo ricordo di non aver mai visto un bambino sorridere o essere felice, o voler uscire per primo perché non vedeva l’ora. Mai. Ed ora che sono mamma, qualche domanda me la pongo.

Quando Valentina mi ha chiesto se ti mi andasse di intervistarti ho risposto subito sì. Anche e soprattutto per un dubbio che ho da mesi e che ora so mi leverai. Hai fatto dell’hastag #figadilegnomodeoff uno dei tormentoni dell’estate, tanto che avevo quasi deciso di acquiestare la tua t shirt. Ma poi non sono riuscita a capire se lo scollo fosse a barca con la spalla di fuori come tu la indossi da gran gnocca o girocollo. Mi togli questo dubbio, così poi faccio questo benedetto ordine?:-D

La tshirt è a girocollo, molto largo, quindi la puoi portare in entrambe le versioni. E’ una tee pensata per tutte le donne.

L’intervista è finita. In questa mezz’ora bevendo la tua Coca Cola hai anche spiluccato qualcosa di ingrassante (vedi pizzette, patatine, insaccati e via dicendo) quindi posso confermare quanto letto e cioè che mangi di tutto e il tuo metabolismo va come un treno. Per questo un po’ ti odio, perché invece io mi sento già appesantita da questo apericena. Non ti senti un po’ in colpa verso il genere femminile?

Grazie a Madre Natura non ho mai avuto alcun tipo di problema con il mio corpo. Mangio e non ingrasso. Mangio male, tante schifezze, zero verdura e frutta, ma non ingrasso. Ho un metabolismo che funziona bene, ma credo sia proprio fortuna. Mia madre a 51 anni è peggio di me, mangia il doppio ed è magrissima. Però mentre ero incinta ho preso 20 kg senza preoccuparmi minimamente del dopo. Quindi chi se ne frega, di vita ce n’è una sola. Io non guardo il grasso o il magro, io guardo le persone negli occhi. Il resto non conta.

Beata te, a me tocca andare a casa correndo. Lavinia andiamo, mamma deve recuperare.  Ciao Alice, grazie della compagnia. Alla prossima!

Sere-mamma-dal-primo-sguardo  

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3 Comments
  • 14 ottobre 2014
    Laura

    Bravissima Serena, come sempre; e massima stima per questa bellissima ragazza che non ha paura di dire quello che pensa!

    Laura
    Rispondi
    • 7 agosto 2015

      Cara redazione nell’imteressante articolo riguardante Alice Basso, ho notato un’ imprecisione: Alice Basso non ė legalmente sposata col DJ Mauro Ferrucci, ė solo la sua compagna (la stessa ha affermato su Istagram che il matrimonio si sarebbe “celebrato” ad Ibiza facendosi un reciproco tatuaggio).

      Luca
      Rispondi
      • 7 agosto 2015

        Sai Luca noi di Paroladimamma non facciamo troppo caso alle etichette. Se Alice definisce Mauro suo marito, per noi è suo marito. Cosa dica la legge davvero non ci interessa in questo caso. È l’amore che conta! A presto…

        Rispondi